Approfondimento sulle nuove società bresciane. Capitolo 2: Benaco Salò, per ricucire i fili con la storia

Redazione

Alcune le conosciamo, o meglio, le riconosciamo pur nella nuova veste. Altre sono tutte da scoprire. La griglia di partenza dei campionati di Terza Categoria anche quest'anno svela un piccolo numero di new entry, nuove società nate sotto il sole estivo che iniziano da qui, dal gradino più basso Figc, la loro avventura nel calcio dilettantistico bresciano.

Atletico Mompiano, Nuove Legioni Calcinatesi, Salò Benaco, Atletico Offlaga, Pavonese ed Fc San Paolo. Ognuno di questi neonati sodalizi cela un motivo d'essere, una sua genesi, ognuno di questi progetti guarda ad obiettivi a breve, medio e lungo termine. Insomma, abbiamo materiale fresco per raccontare nuove storie del calcio che più amiamo, quello di casa nostra.

Quando territorio, storia, tradizione ed attenzione al sociale vengono prima del risultato sportivo. A distanza di 31 anni, la Benaco Salò torna a posizionarsi sulla mappa del calcio dilettantistico bresciano e lo fa ricucendo i fili con un passato di grande spessore storico. Nel 1927 la prima fondazione da parte di un gruppo di giovani dal dna salodiano, quasi novant'anni più tardi la ricostituzione, voluta anche in questo caso da un nucleo di amici che quello stemma e quei colori ce li hanno sempre avuti marchiati sul cuore. In mezzo, nel 1985, c'era stata la fusione con l'AC Salò, che aveva chiuso provvisoriamente il capitolo Benaco Salò, per trasformarsi in Salò Benaco: invertendo l'ordine dei fattori il prodotto era cambiato. Da quest'estate si può riprendere la storia con altri nuovi capitoli.

Il filo conduttore tra ieri ed oggi è tenuto tra le mani di due persone, due dei primi attori di questo nuovo inizio. Da una parte c'è Marco Tonoli, responsabile comunicazione e storico della Benaco. La sua memoria - già tradotta nero su bianco nell'imperdibile "Storia del calcio a Salò e dintorni", una vera enciclopedia territoriale per questo sport - e la sua conoscenza delle cose salodiane, soprattutto di quelle applicate al football, costituisce un muro portante della costruzione societaria. Tra ufficio e campo, invece, si inserisce Antonio Bertasio, tornato a Salò dopo 10 anni di presidenza a Villanuova, culminata con un addio più amaro che dolce. In quel 1985 sulla panchina dell'ultima declinazione sportiva della Benaco c'era lui, nel ruolo di allenatore, ad anni di distanza da quelle stagioni trascorse a difendere quei colori sul campo, nel ruolo di calciatore. Ora la sua mansione sarà quella di coordinare un settore giovanile che deve ancora prendere forma.

«Al momento un settore giovanile non c'è - spiega Tony Bertasio - tuttavia puntiamo a partire già quest'anno, con un paio di squadre. La società è stata rifondata per volontà di amici, con l'obiettivo di riportare a Salò una realtà dilettantistica stabile, rispettando chi già insiste sul territorio, come Team Out e Feralpisalò. Io vengo via da un anno pesante a Villanuova, l'esperienza degli ultimi mesi mi ha molto provato, è stato un periodo duro, ma ho accettato di rimettermi in gioco per gli amici e per la Benaco. Mancava da anni una società dilettantistica che potesse soddisfare la voglia di calcio dei salodiani, dalla scuola calcio alla prima squadra, perché la Feralpi lavora a livello professionistico, mentre il Team Out arriva fino agli Allievi. Dal punto di vista sportivo, non abbiamo grosse ambizioni; cominciamo ovviamente dalla Terza, abbiamo un gruppo giovane, ragazzi della zona che possono assicurarci di portare a termine un campionato dignitoso. Ciò che più ci interessa, tuttavia, ed è un punto su cui abbiamo insistito molto con loro, è che la maglia della Benaco Salò venga sempre onorata».

Il senso di appartenenza come primo motore per muovere una macchina che ha rinnovata voglia di fare strada. Ma non solo. Nella mission della società c'è anche un importante punto che riguarda il sociale. Accanto a Tonoli, Bertasio, Nicola Gheda (vice presidente) e l'argentino Luis Castillo (segretario), c'è Flavio Bonini. Occuperà la sedia di presidente e porterà in società la sua esperienza di collaborazione con l'AISLA - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Accanto alla sensibilità per la malattia e la ricerca, si approfondirà un progetto di accoglienza accostandosi alla onlus gavardese Rio de Oro, che si occupa dei "cuccioli del deserto", bambini del Saharawi portatori di handicap, attraverso opere di sostegno ed ospitalità.

La lista delle cose da fare è lunga, l'entusiasmo è vivo, le intenzioni nobili. Piano piano si guarderà anche al campo. Già, ma quale campo? Per questa prima stagione la Benaco Salò si allenerà a Polpenazze e disputerà le partite a Manerba (appena si concluderanno i lavori di ristrutturazione), ma l'auspicio è quello di tornare a Salò il prima possibile. Un impianto adatto ci sarebbe, ma i lavori al nuovo stadio vanno ultimati, gli spogliatoi non sarebbero ancora a norma. Ma la casa della Benaco dovrà diventare quella, anche perché lo stadio verrà intitolato alla memoria di Carlo Amadei, ex presidente e grande promotore di una società di questo territorio ora tornata a nuova vita. La Benaco Salò.

 

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