Approfondimento sulle nuove società bresciane. Capitolo 4: Nuove Legioni Calcinatesi, i gladiatori che arrivano dal CSI

Redazione

Alcune le conosciamo, o meglio, le riconosciamo pur nella nuova veste. Altre sono tutte da scoprire. La griglia di partenza dei campionati di Terza Categoria anche quest'anno svela un piccolo numero di new entry, nuove società nate sotto il sole estivo che iniziano da qui, dal gradino più basso Figc, la loro avventura nel calcio dilettantistico bresciano.

Atletico Mompiano, Nuove Legioni Calcinatesi, Benaco Salò, Atletico Offlaga, Pavonese Cigalese e San Paolo FC. Ognuno di questi neonati sodalizi cela un motivo d'essere, una sua genesi, ognuno di questi progetti guarda ad obiettivi a breve, medio e lungo termine. Insomma, abbiamo materiale fresco per raccontare nuove storie del calcio che più amiamo, quello di casa nostra.

Il mondo è bello perché è vario. Ad esempio, nel nostro tour esplorativo sulle nuove società affaciatesi per la prima volta alla finestra della Terza, abbiamo incontrato realtà assai differenti, ognuna con la sua genesi ed il suo specifico motivo di esistere. Chi nasce da una "costola altrui", chi rinasce, chi scaturisce da un settore giovanile, chi, ed è il caso della squadra di oggi, si trasforma, passando da un Centro ad una Federazione. La Nuove Legioni Calcinatesi hanno lanciato una sfida a se stessi: lasciare il CSI a 11 e provare l'esperienza FIGC, con il relativo innalzamento d'asticella. I motivi della scelta li argomenta per noi il presidente, Gabriele Mercanti, una delle figure di riferimento assieme al diesse Matteo Ringhini, al tesoriere Gianluigi Prati e ai consiglieri Gianluca Tavelli e Stefano Beduschi.

«Abbiamo fondato la società nel 2004 e per 11 anni abbiamo mantenuto una squadra a 11 iscritta ai campionati CSI. Dare una continuità in questo ambiente non è semplice, di squadre ne nascono e spariscono di continuo negli anni, noi invece abbiamo creato un gruppo unito e coeso che nel tempo si è saldato. Abbiamo aperto possibilità anche in altre discipline, ad esempio il volley, che però non seguiamo più, ed il calcio a 5, progetto che da due anni stiamo coltivando e che confermeremo anche per questa stagione». Perché, quindi, lasciare la via battuta per inoltrarsi su un terreno sconosciuto e, forse, più impegnativo? «Abbiamo deciso di tentare l'avventura in FIGC per due motivi. Un po' per cambiare orizzonte dopo oltre 10 anni di CSI, per scoprire un ambiente nuovo e diverso da quello in cui siamo cresciuti. Un po' per alzare il livello della competizione e misurarci in una competizione più stimolante. Il gruppo è fondamentalmente quello dello scorso anno, più pochi innesti. Superfluo dire che nessun giocatore è stipendiato. Il nostro centro di riferimento è il "Bianchi" di Calcinato, ci alleniamo sul sintetico ma dovremmo giocare nel campo in erba. Il nostro spirito rimane quello di sempre, non abbiamo in mente nessuna scalata, vogliamo solo tentare un'esperienza che sulla carta è più motivante. A fine stagione tireremo le somme e decideremo se continuare».

Il mondo è bello anche perché ognuno può farsi una propria opinione praticamente su tutto. Ecco, a volte però è meglio fare chiarezza quando qualcosa può essere frainteso. «Il nostro nome ha suscitato un piccolo "caso", qualcuno ha letto nel titolo di "Nuove Legioni" un significato negativo e comunque diverso da quello che in realtà aveva per noi nel momento nel quale fu scelto. Il nesso è con "Il Gladiatore" di Ridley Scott, interpretato da Russel Crowe all'inizio del nuovo millennio. Quando fondammo la società nel 2004 il film era uscito da pochi anni (proprio nel 2000, ndr), prendemmo il termine "legioni" da quel gergo, ispirandoci al gruppo di fedeli uomini guidato dal Generale Massimo. Non intendevamo darne un'accezione militare, bensì sottolineare la caratteristica che sapevamo ci avrebbe contraddistinto: lo spirito battagliero, la voglia di lottare, la valorizzazione dell'insieme rispetto al singolo. Sapevamo di non essere una squadra eccelsa dal punto di vista tecnico, quindi la combattività doveva essere il nostro punto di forza e la caratteristica che ci avrebbe contraddistinto. Il tutto però è sempre stato inteso e sempre sarà da intendere esclusivamente dal punto di vista sportivo».

Evitati i fraintendimenti, la Nuove Legioni Calcinatesi non vede l'ora di testare il proprio livello con le altre realtà di categoria. Gruppo unito dagli anni condivisi, spirito da gladiatori mixato alla voglia di giocare di derivazione CSI: ci sarà da divertirsi.

 

Banner Transped articoli

banner piccolo futbuk