Il caso - Manerba-San Michele termina con 9 gol e 9 rossi sventolati agli ospiti. Sotto accusa la direzione del sig. Ardesi di Brescia

Redazione

Quando un arbitro diventa protagonista di una partita - di qualsiasi sport si tratti - ed il gioco passa in secondo piano, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto. Quello che è capitato ieri tra Manerba e Oratorio San Michele va purtroppo in questa direzione. Il finale, 5-4 per i gardesani, farebbe pensare ad una partita spettacolare, invece quello che rimane non sono i 9 gol segnati sul terreno di gioco, ma le 9 (nove!) espulsioni comminate dal sig. Filippo Ardesi nei confronti della squadra di Travagliato.

Esatto, nove rossi e tutti dalla stessa parte. Tutti nel secondo tempo di un match che vedeva gli ospiti in vantaggio di ben tre reti, prima del valzer di cartellini che ha decimato la distinta del San Michele e, inevitabilmente, condizionato il risultato del match. Come sempre abbiamo contattato entrambe le squadre per avere un quadro il più chiaro possibile, perché un tabellino come quello di ieri non è semplice da leggere per chi non c'era, e forse è impossibile da capire. Le due testimonianze differiscono di pochi particolari, ma coincidono perfettamente sul tema principe: condotta di gara assurda, decisioni insensate, arbitro non all'altezza del compito. Oggi le prime azioni ufficiali delle due parti: il San Michele è stato a colloquio in Figc per chiedere rispetto, il Manerba ha scritto una lettera alla stessa Federazione affinché si adoperi per fermare questo arbitro.

Per l'Oratorio San Michele si espone il dirigente Pancheri: «Noi 9 espulsi, loro 1 ammonito. Solo nel primo tempo, in cui comunque si era giocato tranquillamente, avevamo 7 ammoniti. I fatti sono questi: il primo tempo si chiude sull'1-0 per noi, con il nostro portiere che aveva già parato un rigore. Nei primi minuti della ripresa arriva 2 e 3-0. Poi il 3-1, su azione. Poi rigore con espulsione e 3-2, poco dopo altro rigore con altra espulsione e 3-3, poi segniamo il 4-3 pure in doppia inferiorità numerica, ma nuovamente arriva un rigore con espulsione: 4-4. Sul finire della partita il loro gol vittoria, ma nel frattempo l'arbitro aveva allontanato anche allenatore e vice. La partita finisce prima del dovuto e anche dopo il fischio finale arrivano provvedimenti pesanti. Il direttore va negli spogliatoi, fa chiamare i Carabinieri e se ne va scortato, anche se la situazione era rimasta tutto sommato tranquilla. Certo, noi eravamo e siamo arrabbiati. Già nell'arrivare aveva voluto che firmassimo una dichiarazione che lo assicurasse per eventuali danni alla sua macchina». Non tanto i rigori che hanno permesso la rimonta avversaria, ciò che il San Michele reputa inaccettabile è la condotta di gara assunta da Ardesi. «Non potevi chiedere niente se no ti ammoniva. Quando ci si rivolgeva a lui chiamandolo "signor arbitro" rispondeva di non prenderlo per il culo, che non era un signore. Il nostro mister è stato allontanato mentre chiedeva educatamente spiegazioni su una decisione, il vice mentre lo stava informando che, dopo quella espulsione, avrebbe guidato lui la squadra dalla panchina. In 50 anni di calcio mai visto nulla del genere. Ho sentito anche il don, che è il presidente della squadra: se la Federazione non farà nulla prenderemo provvedimenti, se servirà ritireremo la squadra, e anche il settore giovanile. Ci iscriveremo al Csi, non mi interessa. Non so cosa deciderà il giudice, come farà ad entrare nel merito dopo aver letto quello che avrà scritto l'arbitro sul referto. Spero che la lettera inviata dal Manerba pesi sulla decisione. Già il fatto che la squadra che ha vinto la partita scriva una lettera di protesta, chiedendo di non avere più questa persona ad arbitrare, dovrebbe far riflettere».

Sulla sponda manerbese prende parola presidente Bonfante: «Come ho detto anche al ds del San Michele, in modo cordiale, al termine della partita, la nostra posizione è precisa. Noi abbiamo vinto la partita, anche perché loro, avanti 3-0, hanno un po' mollato, sono calati di tensione, forse pensando che ormai l'avrebbero portata a casa. E secondo noi i rigori c'erano. Ciononostante, per me è chiaro che l'arbitro non sia un arbitro e che abbia esagerato nella punizione dei nostri avversari in più di un'occasione. Purtroppo però me lo aspettavo, l'avevamo già avuto lo scorso anno e andò a finire allo stesso modo. Per questo avevo messo in guardia la mia squadra, avevo detto loro prima del match di non aprire bocca, di non dire nulla durante la partita». La posizione rispetto al San Michele rimane solidale. «È vero, ho fatto scrivere a mio figlio, che è ds e giocatore, una mail da mandare alla Federazione. Col San Michele ci siamo stretti la mano a fine partita, anche stamattina ci siamo sentiti, siamo dalla loro parte. Confermo anche la storia della dichiarazione da firmare prima della partita, e le stesse forze dell'ordine sono state chiamate, da me, perché lui voleva che controllassero insieme che la sua vettura non avesse subito danni». Un personaggio quantomeno singolare. «Ripeto, non è un arbitro e per questo ho chiesto che il Manerba non sia più arbitrato da lui».

Agli organi competenti la decisione, con la speranza che, nel caso il sig. Ardesi sia giudicato incapace o non adatto a dirigere un incontro di calcio, non gli sia messo il veto solo sulle partite di San Michele e Manerba, ma che venga presa una posizione definitiva.

 

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