Il caso - Fabio Almici Mvp esagerato: domenica ha messo in fila 6 gol. "Punto ai 400, ora me ne mancano 4. La squadra lo sa e sta giocando per me"

Redazione

In Serie A il record è di cinque: iscritti all'albo Altafini, Hamrin, Pruzzo e Klose. Sono i gol segnati in una singola partita. In Terza, ieri, c'è chi ha fatto meglio. Certo, quelli erano pro e qua siamo tra i dilettanti. Ma l'exploit di cui siamo stati testimoni riscrive un pochino il libro dei record: Fabio Almici, attaccante mancino in forza al Real Borgosatollo, è stato capace di mettere in fila ben sei sigilli.

38 anni, una vita sui campi di queste categorie, e un traguardo che è diventato una missione per tutta la sua squadra. Il Real non ha più nulla da chiedere al campionato, il finale di stagione servirà per far crescere i giovani, cominciare a programmare la prossima stagione e, non da meno, dare una mano statistica al suo giocatore di maggiore esperienza.

Sei gol di un unico giocatore in una singola partita sono tanti, ci sono attaccanti che in tutta la stagione ne fanno di meno. Il giorno dopo come valuti il match di ieri, vinto 7-2 contro l'Epas?
Una partita molto strana. Ci sono state tre espulsioni, tutte per loro, ma solo una ha realmente inciso, perché le altre sono arrivate dopo il 7-2. A me non era mai capitata una cosa simile. Di partite dove ti riesce tutto, dove trasformi in oro tutto ciò che tocchi, sì: ho già fatto un poker in un incontro. Ma sei gol mai.

Nonostante tu sia del '79, nonostante il punteggio e la tua prestazione, il mister non ti ha regalato nemmeno un minuto in più di riposo. Volevi andare avanti a segnare?
Questa stagione ho un obiettivo e la squadra lo sa, ieri i miei compagni ad un certo punto hanno giocato solo per me e per questo mio traguardo. Due volte in due davanti al portiere - ad esempio - due volte passaggio orizzontale del mio compagno e gol mio a porta vuota. I rigori ora li fanno calciare a me. Insomma, ho una squadra a servizio, che devo ringraziare. In particolare devo dire un grande grazie al mio compagno di reparto, Marco Tina, cui dipendono 7-8 gol dei 18 realizzati da me in questa stagione. Una mini dedica la voglio fare invece a pres Pierangelo, un mio estimatore, sempre presente alle partite.

La tua carriera ci parla di queste categorie, e di una tua predisposizione a salire dalla Terza alla Seconda...
Oddio, non mi sento uno specialista. Avere successo in Terza è più difficile che in altre categorie, perché gli avversari spesso "picchiano" e non ti fanno giocare. Servono gruppo e voglia di vincere. Oltre all'esperienza di alcuni uomini chiave. In rosa ci sono praticamente solo ragazzi, più un unico vecchio, che sarei io: troppo poco.

Coi 6 di ieri a quanto sei arrivato?
Sono a 18, ancora lontano dal mio record di 32 fatto con la Volta, ma il numero che guardo è un altro, 400. Sono le reti complessive tra i dilettanti a cui aspiro, adesso ci sono davvero vicino. A fine primo tempo, con la doppietta fin lì portata a casa, ero già soddisfatto. Non mi sarei aspettato di salire a 396 andando quattro volte in gol nella ripresa!

Un obiettivo importante, ma la gente di Borgosatollo spera anche che non sia l'ultimo.
Sinceramente voglio andare avanti a decidere stagione per stagione. La voglia è ancora tanta, però ho un fastido al ginocchio che non mi lascia in pace, gli anni cominciano ad essere tanti.

Chiudiamo con una curiosità: hai segnato 6 gol su 7, ma il nostro "Drink of the Match" è andato proprio al tua compagno Tina, autore della terza e decisiva rete. Bella fregatura.
Va bene così. Oltre al "grazie" gli ho praticamente regalato una bevuta!

 

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