Villa Nuova, ambizione di sempre. La banda di Zerbio tra ritorno in Seconda e ricerca del miracolo in Coppa: "Chi non ci crede stia a casa"

Redazione

Per una volta, la fretta è stata buona consigliera. A Villanuova - tutto attaccato - è andata così: in estate società disfata e rifatta da zero e in rapidi movimenti, ripartenza dal gradino più basso con voglia spasmodica di risalire, restyling completo, persino nel nome, spezzato in due da un piccolo spazietto. Villa Nuova. Nuova e subito vincente, almeno in campionato, perché stasera in Coppa servirà poco meno di un miracolo sportivo per ribaltare l'1-5 della semifinale di andata. Non parliamo di remuntada, che di questi tempi non porta necessariamente bene. Parliamo invece di una società fresca e ambiziosa, lo facciamo filtrando i temi principali attraverso gli occhi e il pensiero di un allenatore sui generis.

Con Gigi Zerbio non ti annoi, non indovini le risposte, rimani spiazzato spesso sia per il contenuto che, soprattutto, per la forma delle sue idee. Insomma, intervistarlo diventa abbastanza alla svelta stimolante. L'abbiamo fatto con un duplice obiettivo: saperne di più della squadra che ha dominato il girone C di Terza e capire qualcosina del prossimo futuro del Villa. A partire da quello imminente, la sfida di ritorno di Coppa Lombardia.

Il risultato dell'andata ha di fatto chiuso i giochi, rivoltare un 1-5 appare obiettivamente proibitivo, soprattutto in trasferta. Si è spiegato cos'è successo due settimane fa? Con che spirito si affronta il ritorno?
Quando punti a vincere tutto devi sempre essere sul pezzo, tutto l'anno, ogni partita. Il risultato è stato severo, loro hanno vinto meritatamente, ma il 5-1 è un punteggio troppo pesante. Sull'1-1 abbiamo sbagliato un calcio di rigore, si sarebbe andati sul 2-1 in rimonta dallo 0-1, la gara sarebbe cambiata. Ma è andata così. Come si affronta il ritorno? Si affronta dicendo che chi non ci crede deve stare a casa. Tempo e numeri non ci hanno ancora eliminati. Poi certo che è difficilissimo. Loro sono una squadra feroce, non eravamo abituati, nel nostro girone abbiamo sempre puntato a vincere col gioco e finora era bastato quello. La loro aggressività ci ha fatto male, a fine partita abbiamo fatto loro i complimenti. Adesso andiamo là con un'idea: essere spregiudicati.

Passiamo al campionato. Che emozioni ha provato al triplice fischio dell'ultima giornata?
Le emozioni sono le stesse che provi quando riesci a portare a termine un obiettivo. Non diverse, ad esempio, da quelle degli ultimi due anni a Bagnolo, anche se in quel caso si parlava di salvezza.

Il Villa Nuova ha vinto perché...
Lo leggi dagli score. Siamo stati la miglior difesa ed il migliore attacco. Abbiamo sempre avuto le idee chiare sul percorso. Dopo una fase iniziale di difficoltà nel creare un assieme, i risultati hanno dato una mano al gruppo.

E viceversa probabilmente.
No. Non è mai il gruppo che fa i risultati, sono i risultati che fanno il gruppo, è sempre stato così, in tutti i campionati, dai 12 ai 56 anni.

Per lei era una prima volta in questa categoria. Insidie?
La novità per me più rilevante è che non ci sono obblighi sui giovani, ne guadagna la meritocrazia. Se un mio '98 gioca è perché è bravo, non perché c'è una regola che me lo impone. Se durante la stagione ho fatto giocare 14 Juniores è perché se lo meritavano. È una questione di principio: perché essere costretti a schierare giovani non adeguati? Sono fortemente contro questa regola, non la capisco, non si fa il bene dei ragazzi, che sono portati ad affrontare l'impegno con una mentalità sbagliata. La mentalità tipica dei giovani del giorno d'oggi.

Il campionato l'avete spezzato inanellando la serie di 11 vittorie filate tra tredicesima e ventitreesima giornata. Le avete distanziate tutte, solo la Voluntas Montichiari è riuscita a guardarvi a vista, almeno fino a due domeniche fa, quando vi ha lasciato andare. I monteclarensi sono stati anche gli unici che non avete battuto tra andata e ritorno, anzi, avete raccolto solo 1 punto nella doppia sfida. Sono stati loro i grandi rivali di questo campionato?
Escludendo noi, credo che Montichiari sia la squadra migliore del girone. Mi avevano fatto una buona impressione anche il Mompiano e, solo all'andata, il Serle, ma la Voluntas ha qualcosa in più.

La società che ruolo ha avuto in questa vittoria?
Questa è una società in cui ognuno fa quello che deve fare e non c'è nessuno al posto sbagliato. Non dico sia un evento unico trovare un ambiente lavorativo di questo tipo, ma sicuramente è raro. Tutte le società dilettanti dovrebbero assomigliare a quella del Villa Nuova, che è un gioiellino, anche perché la famiglia Pedrini ha le idee molto chiare.

La squadra è già pronta per affrontare una stagione in Seconda?
Abbiamo giocato amichevoli in questi mesi contro squadre di categoria superiore e non abbiamo mai demeritato. Detto questo, servirà qualche innesto. Il livello è già buono, ma va migliorato.

Sembra sottointeso che sarà ancora lei a guidare il gruppo anche l'anno prossimo.
Non ho ancora parlato con la società, ma immagino che al 99% sarò ancora io l'allenatore. Anche perché erano stati loro a cercarmi con insistenza l'estate scorsa. Mi avevano prospettato di fare campionati per vincere sempre. Ambizione sì, ma correlata a tante certezze.

E a una certa fretta di far bene che, con queste premesse e, perché no, mediata dalle idee di questo coach, difficilmente può indirizzare sulla cattiva strada.

 

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