Voluntas Montichiari, 2 is the magic number: per la Seconda basta un secondo posto. Mister Andreoletti racconta la stagione degli altri imbattibili

Redazione

Come il Valgobbia, o quasi. Questa stagione verrà ricordata (anche) per il curioso caso degli imbattibili. I lumezzanesi da una parte, trattori in Prima Categoria, zero sconfitte in partite ufficiali e vittoria ultra meritata del proprio girone, con conseguente balzo in Promozione; i monteclarensi dall'altra, mai sconfitti nel gruppo C di Terza, capaci di raccogliere 70 punti in 30 partite (40 in più rispetto al 2015-2016), assicurandosi il pass per la Seconda. Unica differenza, serie a parte, è che quella quota di 70 non è bastata per il primo posto, perché un'altra squadra bianconera è riuscita a fare 7 punti meglio, pur inciampando 3 volte nel suo cammino. Se è vero che «7 punti sono tanti...», è importante sottolineare che «il nostro obiettivo l'avevamo già raggiunto a dicembre». A motivare le sue stesse parole ci pensa mister Giorgio Andreoletti.

Dopo diverse esperienze in provincia, tra cui l'anno all'Orsa a fianco di Nember e le due stagioni altalenanti a Gavardo, il coach aveva staccato la spina un anno, per poi ricominciare, in estate, dalla Voluntas Montichiari. Nove mesi dopo eccolo esultare coi suoi ragazzi per il traguardo raggiunto. «Che dire, essere una delle due che salgono è bello. Siamo stati bravi non tanto nel raggiungere questo risultato, ma nel mescolare gli ingredienti utili a creare le basi giuste per lavorare bene. Ad inizio anno non sapevamo dove saremmo arrivati, ma sapevamo di avere delle basi solide. Quando poi tutto viene tramutato in un'annata del genere, quando riesci a vincere con una squadra praticamente tutta nuova, quando mandi in gol 17 dei tuoi 21 giocatori di movimento, quando chiudi la stagione senza sconfitte... ecco, quelle sono soddisfazioni e gratificazioni ulteriori, di quelle che ti ricorderai negli anni a venire».

6 pareggi all'andata, 3 al ritorno, nessun ko. Ma non vinci. «Con i 3 punti in palio è possibile, il Villa Nuova al ritorno le ha vinte tutte tranne contro di noi: bravi loro. Ad inizio ritorno abbiamo avuto delle difficoltà per via di infortuni ed impegni lavorativi, abbiamo pareggiato un paio di partite e ci siamo staccati». Non parlerei tuttavia di "bassi", se quando è andata male male si è pareggiato. «Vero, ma ricordo bene la partita di Manerba, quella che ci ha fatto capire quanto eravamo deboli e quanto potevamo essere forti. Loro una squadra che a metà anno aveva perso praticamente tutti i suoi giocatori, con una società in evidente difficoltà che però ha avuto poi la correttezza di arrivare fino a fine campionato. In ogni caso, Manerba zero punti al ritorno. Ma a 15 minuti dalla fine vinceva 3-1 contro di noi. Il gol del 4-3 l'abbiamo fatto con assist da corner del '78 Arrighini per il gol del '77 Bonera. Uscendo dal campo ho detto al mio team manager Ghidoni: "Questo è un segno". Lo è stato davvero». Nel diluvio di goleade subite da gennaio in poi, oltre al 3-4 in extremis con la Voluntas, in casa Manerba spicca lo 0-1 risicato contro i futuri campioni. L'orgoglio esiste.

«Gli altri due momenti chiave per raggiungere l'obiettivo sono stati il pareggio raccolto a Villanuova, con il quale abbiamo completato la nostra formazione come squadra (da lì 6 vittorie consecutive per chiudere la stagione, ndr), ed il successo in casa del Rovizza. Tutti erano convinti che avremmo perso punti perché se il Rovizza non avesse vinto avrebbe abbandonato le speranze play off; il Mompiano, l'unica squadra che non abbia perso contro di noi tra andata e ritorno, sarebbe andata a -6 o -5, assicurandosi la post season. Invece quella vittoria cruciale li ha tenuti a -8 e un po' hanno subito la botta: nel turno successivo il loro pareggio col Serle ci ha portati sul +10», il gap minimo tra terza e seconda utile a promuovere direttamente quest'ultima.

Dietro questa promozione non si scopre solamente il lavoro di un allenatore preparato, arrivato coi tempi giusti in un ambiente pronto a raccogliere il seminato; c'è tutto quello che compone questo ambiente, in primis la società. «Non posso parlare per loro, posso dire come mi sono trovato e cosa mi avevano chiesto in estate. Il mio obiettivo reale doveva essere far rendere al meglio la squadra, e direi che il risultato l'avevamo raggiunto già a dicembre, la promozione è stata la ciliegina. La società voleva che noi cominciassimo ad essere davvero il vertice alto della piramide Voluntas, a prescindere dalla categoria di appartenenza. Che tenessimo un certo comportamento, che garantissimo un certo approccio al campionato e agli avversari. Dovevamo rendere onore alla maglia. "Sotto", nel settore giovanile, avevamo guadagnato un lustro che non corrispondeva a quello che era la prima squadra. Devo dire che la società è stata sempre presente e ci ha messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Attrezzature, organizzazione, serietà, staff tecnico di alto livello, non solo nella quantità ma soprattutto nel contenuto. Io pensavo ad allenare, i giocatori a giocare, il resto era garantito. Un ambiente da categoria superiore».

Già, categoria superiore, quella da giocare nel 2017-2018. Ma quale? «Non so cosa vogliano fare, sono solo d'accordo per incontrarci e parlare del mio futuro alla Voluntas»Alcuni rumors parlano non di uno, ma di 3-4 gradini da saltare in una volta. Per arrivare davvero in alto. Come il Valgobbia, forse di più.

 

Banner Transped articoli

banner piccolo futbuk