Focus sui settori giovanili: l'esperienza di Gavardo ed Academy Castenedolese

Redazione

Conoscere e apprezzare il calcio bresciano che prende vita ogni domenica sui campi della provincia significa anche indagare ed approfondire ciò che spesso non vediamo in superficie, ma che di fatto irrora il movimento calcistico territoriale. Non ciò che sta dietro, ma ciò che sta alla base della produzione tecnica delle società dilettantistiche: il settore giovanile.

 

Il tema ci sta a cuore e, come vedrete, prenderà sempre più spazio nella nostra proposta editoriale. Il calcio giovanile è un ecosistema sterminato e complesso, nel quale ci si deve addentrare con calma, pazienza e rispetto. Abbiamo deciso di iniziare chiamando a testimoniare due dei soggetti che stanno portando avanti il loro lavoro sugli under con maggior profitto: Gavardo e Academy Castenedolese.

 

Esiste un mercato dei dirigenti giovanili? Mercato forse no, ma certamente queste figure stanno assumendo sempre più rilevanza e, quindi, appetibilità. Il caso più in vista è quello di Christian Botturi, passato un paio di anni fa dalla Voluntas Montichiari al Brescia Calcio, mantenendo nello spostamento grande autonomia e pieni poteri per apportare anche tra i pro una ristrutturazione mirata di settore. Il vuoto lasciato da Botturi era stato riempito da Alessandro Bresciani, scelto per la bontà del suo lavoro a Gavardo, che a sua volta si era cautelato girando l'offerta di impiego a Luca Viviani, tuttora responsabile del settore giovanile giallonero. Con lui abbiamo toccato diversi argomenti, dalla mission societaria alla tipologia di organizzazione interna.

 

«A Gavardo abbiamo una struttura societaria snella, dal presidente Giorgio Tonoli in giù, per cui riusciamo a mantenere un filo diretto nelle comunicazioni che rende molto più agile il lavoro di tutti. Non ci sono divisioni tra settore giovanile e prima squadra, facciamo tutti parte della medesima società, l'AC Gavardo. Non siamo inseriti in nessuna rete provinciale, ma teniamo vivi i rapporti con i paesi limitrofi: con Nuvolento e Serle, in particolare, condividiamo una collaborazione amichevole per quanto riguardo soprattutto la nostra under 19 regionale. Il nostro obiettivo è quello di insegnare calcio. Sembrerà semplice e banale, ma per noi è quello che davvero conta. Poi sì, in termini pratici vorremmo riuscire ad accompagnare il maggior numero di giocatori in prima squadra e nella nostra Juniores, che ad oggi è composta per il 70% da atleti cresciuti in casa. Le strutture del centro sportivo "Karol Wojtyla" di Gavardo sono funzionali; dopo un periodo di rizzollamento, dai primi di dicembre siamo tornati ad usufruire del campo in sintetico, fondamentale per poter sviluppare la nostra attività. Più che il risultato in sé vorremmo che le nostre squadre under perseguissero un'identità di gioco; accanto a ciò pensiamo sia importante trasferire l'idea di sacrificio: giocare la domenica mattina, fare tre allenamenti a settimana, dare sempre il massimo non solo alle partite, insomma, guadagnarsi con impegno e sudore il successo futuro. Nel processo di crescita è centrale la figura dell'allenatore: le nostre riunioni non sono omnicomprensive ma mirate, settoriali, accomunando le categorie che possono avere esigenze simili e tenendo vivo il dialogo. L'istruttore non è solo un pezzo del puzzle, va coinvolto, per questo la società dà sì le linee guida, fissa i principi primari, ma sono poi gli allenatori a svilupparli in piena libertà. Ho la fortuna di essere sempre presente al campo, di vedere giorno per giorno i passi avanti che stiamo facendo insieme. E qualche soddisfazione stiamo riuscendo a togliercela».

 

Guardando i gironi d'andata di tutte le categorie under, queste due società sono quelle mediamente meglio piazzate e con più rappresentanti in cima alle graduatorie. Facendo sempre attenzione a maneggiare i significati che vengono inseriti nella parola "risultato", non si può negare che anche certi dati statistici possano diventare spie di una strada intrapresa nella giusta direzione. L'approccio di Castenedolo ha qualche punto in comune con quello gavardese, ma anche diversi aspetti in cui vi differisce, a partire da quello strutturale. Ce li spiega meglio Aldo Montini, responsabile dell'Academy Castenedolese. «La nostra competenza va dai primi calci agli Allievi, poi i ragazzi vengono trasferiti alla Juniores regionale della Castenedolese, che però è in tutto e per tutto una società a sé stante, così come lo siamo noi. Essendo centro di formazione Brescia Calcio, il nostro principale obiettivo è quello di fornire bambini e ragazzi al Brescia: con Paolo Migliorati, che si occupa dell'attività di base, e Botturi, che segue l'agonistica, abbiamo rapporti stretti, collaborativi, ed un dialogo continuo. Le riunioni sono mensili, ma il confronto è settimanale. L'accordo porta benefici ad entrambe le parti in causa: loro sfruttano il canale territoriale per arrivare a disporre dei migliori prospetti bresciani, contemporaneamente mettono a nostra disposizione istruttori qualificati ed organizzano corsi di aggiornamento periodici. Altro particolare, se valutano un ragazzo non ancora pronto per affrontare l'impegno al Brescia, si appoggiano a noi: in una realtà meno esigente capita spesso che un calciatore possa trovare gli spazi giusti per crescere, rimediare alle proprie mancanze, che possono essere anche solo fisiche, per rilanciarsi infine al livello dei migliori, tornando al Brescia. In questi anni abbiamo vestito di biancoazzurro una decina di ragazzi, ma è tutto il settore che in un lustro, passando da importanti investimenti e facendo un passo alla volta, ha avuto una crescita importante. Grazie all'appoggio del presidente David Posniak e del vice Sandro Simoncelli siamo riusciti a passare da 140 a 250 tesserati in cinque stagioni sportive. Contando che non sottoscriviamo tesseramenti pluriennali, per cui alla fine di ogni stagione ogni tesserato è libero, credo che sia un bel risultato. Un altro motivo di orgoglio sono le possibilità che ci si stanno aprendo per il canale privilegiato aperto col Brescia: ieri le due amichevoli tra i 2007 e i 2009 di Brescia e Juventus sono state giocate all'interno del nostro impianto, un evento prestigioso che siamo stati felici di accogliere».

 

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