Allenare l'anima. Dal nido delle Rondinelle il mantra per presente e futuro

Redazione
 

"Ai nostri allenatori chiedo di allenare l'anima. È il mio mantra. Senza una dinamica umana un mister si ferma a metà. A me ora non preoccupa l'aspetto tecnico, bensì quello emotivo".

 

È un concetto forte e prezioso quello espresso da Christian Botturi, responsabile del settore giovanile del Brescia, nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Allenare l'anima, un input di vitale importanza in questo momento storico, che potrà e dovrà tornare utile anche nell'agognato momento della ripresa e nel calcio del futuro, in provincia come su tutto il territorio nazionale.

 

 

"Questo virus ci aiuterà ad essere migliori" ci ripetiamo da settimane. Una frase che è ormai slogan in attesa di imbastirne un seguito concreto. Forse è proprio dal nido delle Rondinelle che arriva una ricetta vincente per il domani. "L'oggi - racconta Botturi - è fatto di bambini e ragazzi ovattati in casa, che hanno una voglia matta di pallone impossibile da soddisfare. Sfidano il cane o il fratellino nell'uno contro uno,  ma non può bastare".

 

 

Il Brescia non ha mai abbandonato i suoi giovani in queste settimane di lockdown. Per tutti c'è il programma di due allenamenti individuali da seguire. In più c'è quello collettivo online, mirato soprattutto a tenere vivo lo spirito di gruppo e quel senso di comunità minato dalla chiusura di campi e spogliatoi, luoghi dove si cementano le relazioni, dove si cresce fianco a fianco. "L'ultima idea di una lunga serie è venuta a mister Aragolaza, tecnico dell'Under 17. Ha organizzato una tombolata su Zoom imponendo a tutti i giocatori il dress code: giacca e cravatta. Lo spirito di gruppo non deve mai spegnersi".

 

Aspetti cruciali di un'annata insolita, funestata da un'emergenza che, nonostante tutto, può insegnare qualcosa: "Ho detto ai nostri giovani di non perdere tempo, di sfruttarlo in modo costruttivo. Credo che ognuno di loro, stando a casa, possa aiutare la sua famiglia, vedere più da vicino e apprezzare quei sacrifici dei genitori che prima non coglieva". Si cresce anche così. Oltre le esercitazioni, le partite, le vittorie e le sconfitte.

 

Il settore giovanile del Brescia, insomma, detta una linea da raccogliere in tutti gli ambiti e ad ogni livello, senza rinunciare agli obiettivi ad ampio respiro tracciati nel recente passato: "Per il presidente Cellino era fondamentale riconquistare il territorio. In questi due anni abbiamo lavorato con questo scopo, ma non possiamo fermarci ora. Per questo nonostante lo stop stiamo vicini ai nostri ragazzi e continuiamo a lavorare a stretto contatto con le società affiliate. Siamo cresciuti e vogliamo continuare a crescere, anche in questo momento difficile".

 

Spogliatoi e campi, prima o poi, torneranno ad aprirsi. Da quel giorno in poi vincerà chi avrà tenuto vivi i legami, chi saprà ricordare le lezioni della quarantena, chi continuerà ad allenare l'anima, anche in assenza di epidemie.

 

 

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