Sorpresa Zoom alla Vighenzi: l'ex Ndreçka, oggi alla Lazio, incontra gli Allievi gardesani

Redazione

Si ferma il calcio, si riaccende il pc. Vietato stare con le mani in mano, se l'emergenza Covid-19 costringe la Lombardia ad un nuovo lockdown, non impedisce comunque alle società dilettantistiche di tornare a percorrere vie alternative per tenere viva l'attività, come quella telematica.

 

Sta capitando in tante realtà, capita anche a Padenghe e dintorni, dove la Vighenzi ha ricominciato a proporre allenamenti digitali. Uno di questi ha visto la partecipazione di un ospite d'eccezione, un ex bianco azzurro che non ha cambiato colori, ma dimensione sì, essendo entrato nel giro di una delle squadre più importanti della Serie A. Giovedì pomeriggio la sessione di training via webinar ha accolto Angelo Ndreçka, desenzanese classe 2001 che ha già partecipato a incontri ufficiali della massima serie italiana. L'allenamento era rivolto ai ragazzi gardesani del 2004 e del 2005 (una quarantina i connessi), per loro avere di fronte agli occhi un esempio come quello di Angelo, che due anni fa debuttò in A con la maglia del Chievo, può sicuramente aver avuto un impatto emozionale e motivatore importante. Ndreçka ha ripercorso alla loro presenza le tappe della sua carriera, dall'approdo a Padenghe ai minuti in campo in A con la maglia del Chievo, fino alla panchina di domenica scorsa con la Lazio di Simone Inzaghi, tra aneddoti e consigli regalati a chi, come lui, insegue un sogno.

 

«Angelo rappresenta in qualche modo l'emblema del duro lavoro e degli sforzi che possono aprire le porte del professionismo a chi ci crede fino in fondo», ha sottolineato il responsabile del settore giovanile della Vighenzi, Alberto Locatelli. «Angelo ci ha impiegato pochi secondi ad accettare il mio invito a partecipare all'incontro - ha aggiunto il tecnico degli Allievi Élite Vittorio Sandrini -. Io ho avuto l'onore di vederlo crescere, come ragazzo e come calciatore, e sono felice che sia rimasto di grande umiltà e con la serietà giusta per fare strada tra i professionisti». Un'umiltà che si percepisce anche solo ascoltando le parole del ragazzo: «È vero, oggi sono alla Lazio, ma il mio sogno è ancora da compiere. La strada è ancora lunga e l'impegno deve essere costante per realizzare i propri sogni. Spesso sono i dettagli a fare la differenza: arrivare prima in spogliatoio, andare via per ultimo: tessere rapporti, lavorare sui propri punti deboli e crederci sempre fino alla fine, anche quando le circostanze sono sfavorevoli».