Juniores, caos fuoriquota. Per i giudici la regola non è interpretabile

Redazione

Continua a tenere banco la questione fuoriquota nei campionati juniores, che avevamo già approfondito nelle scorse settimane.

 

Le società sportive, infatti, avevano manifestato alla nostra redazione qualche dubbio sulla corretta gestione degli "over" per effetto di un regolamento che lasciava spazio a interpretazioni. Le linee guida federali sostengono che è consentita la partecipazione alle gare a calciatori di un numero di fuori quota pari a massimo 6 giocatori nati dall'1/1/2002 e massimo 2 nati dall'1/1/2001.

 

Dagli uffici competenti erano arrivate rassicurazioni sulla possibilità di coinvolgere 8 calciatori classe 2002, con il buonsenso che pareva poter dribblare la lingua italiana. Quel "massimo 6" lasciava comunque spazio a dubbi. Regolamento semplicemente scritto male o da interpretare alla lettera?

 

In settimana i giudici sportivi del Comitato Regionale della Lombardia hanno fatto tornare il tema di stretta attualità, perché a Milano, Bergamo e Cremona sono arrivate una raffica di sconfitte a tavolino. Aurora Desio, Virtus Inzago, Fontanella, Scannabuese e Castelnuovo sono alcune delle società che si sono viste infliggere uno 0-3 per aver schierato più di 6 giocatori classe 2002.

 

Il regolamento, dunque, va preso alla lettera. Una situazione che ha movimentato le ultime ore anche in terra bresciana, con il delegato provinciale Stefano Facchi che si è espresso così su un tema ormai scottante: "Credo che si debba distinguere l’interpretazione della norma da quelle che possono essere le opinioni personali. Stando alla norma, fa fede l’interpretazione che ne danno i giudici. Ovvero che è possibile schierare un massimo di sei 2002, non uno di più, e di due giocatori nati dal primo gennaio 2001. Questi ultimi non possano essere “sostituiti” da ulteriori due calciatori nati nel 2002. La mia opinione personale, invece, è che in casi come questo si debbano sempre privilegiare i giocatori più giovani. Da questo punto di vista, non nego che trovo l’impiego di otto giocatori 2002 la cosa più logica, ma naturalmente, ad oggi, l’unico modo per non avere partita persa è interpretare la norma allo stesso modo dei giudici. Per questo consiglio alle società bresciane di impiegare i sei 2002 e i due 2001. Questo fino a quando non avremo delle delucidazioni, da parte degli organi competenti e di chi ha scritto la norma, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi tipo di interpretazione".

 

Nel frattempo oltreconfine arriveranno, con ogni probabilità, una pioggia di ricorsi. Il caso fuoriquota resta aperto.