Quando il presidente scende in campo. L'exploit di Cellino accanto a Gastaldello

Redazione

Ci sono giorni in cui la poltroncina in tribuna diventa troppo stretta. Sarà la crisi di risultati, sarà il clima intorno alla squadra, sarà l'estrema necessità di punti o l'ennesima direzione di gara sgradita, oppure semplicemente l'ennesimo exploit bizzarro di un presidente fuori dalle righe.

 

Sta di fatto che ieri Massimo Cellino ha deciso di superare il confine tra tribuna e campo, nel tentativo estremo di dare un impulso alla prestazione del Brescia.

 

Il derby lombardo con la Cremonese era delicatissimo e all'15' della ripresa, poco dopo l'espulsione di mister Clotet e sul risultato di 2-1 per gli ospiti, Cellino rompe gli indugi palesandosi nei pressi della panchina biancoazzurra. Inizialmente fa la spola tra il tecnico spagnolo e Gastaldello, poi mette radici alle spalle del vice allenatore. Fuma nervosamente e oltre ai confronti tecnici con l'ex capitano si improvvisa mental coach, incitando chi entra in campo. Non manca qualche urlo all'indirizzo del direttore di gara, in un mix di rabbia e frustrazione.

 

Fotogrammi che mancavano nel vastissimo e più che mai vario film della sua presidenza. Un intervento istintivo che, da regolamento, potrebbe comportare anche una sanzione e una squalifica per il massimo dirigente delle rondinelle, rimasto pure sprovvisto di mascherina. La sua azione non ha rivitalizzato la squadra, con il risultato che è rimasto invariato.

 

La classifica, ormai, è un incubo: Brescia quattordicesimo, in zona play-out, che oggi dovrà guardare con interesse ai risultati di Reggina (che ospita il Pordenone) e Cosenza (di scena a Lecce). La situazione, quindi, può ulteriormente peggiorare in attesa di una partita vitale, quella di sabato prossimo contro un Entella disperato e inchiodato all'ultimo posto della classifica. Seguirà la sfida con il Cosenza: saranno quindici giorni chiave per il futuro della stagione.