L'importanza delle bandiere. Il Brescia chiama Antonio Filippini

Redazione

La brescianità come valore aggiunto per arginare le falle e provare a ripartire, inserendo nello staff dirigenziale una figura di raccordo tra squadra e club, un profilo amato dalla piazza, un ex dal cuore biancoazzurro.

 

È l'idea che sembra aver preso corpo nella mente del presidente Cellino nell'ottica di un restyling sempre più necessario, per un identikit che corrisponderebbe, nel disegno del patron, ad un nome e cognome: Antonio Filippini.

 

Secondo le indiscrezioni di questi giorni sembra che i contatti tra il numero uno del Brescia e l'ex tecnico del Livorno siano avviati e che ci siano già stati diversi incontri per approfondire i contorni di un ruolo che dovrebbe essere sintetizzato nella definizione di team manager tecnico. A Filippini, in sostanza, verrebbe richiesto di portare nello spogliatoio la sua esperienza da giocatore e bandiera delle rondinelle, ma anche le sue competenze da allenatore. Una guida per i giocatori da un lato, un consigliere in più per Clotet dall'altro, senza dimenticare il terzo fronte, con i gradi di riferimento fidato dei vertici societari.

 

Oltre 300 presenze con la V bianca sul petto per l'ex numero 18. Giocatore, tecnico delle giovanili ed ora probabile team manager, con un futuro con vista sulla panchina, nei panni di allenatore, che in prospettiva potrebbe diventare percorribile.