Il Brescia supera un Cosenza mai pericoloso: è ossigeno salvezza

Redazione

Il Brescia stavolta non sbaglia la sfida salvezza: con le reti siglate da Bjarnason ed Ayè nel secondo tempo del "Rigamonti", i biancoblu battono il Cosenza nella 26a giornata di Serie B e riprendono un minimo di quota nella sofferta corsa ad evitare la seconda retrocessione consecutiva.

 

Una sola sconfitta nelle ultime 8 giocate (2 vittorie, 5 pareggi), la recente vittoria interna col Chievo: i calabresi non saranno mai brillanti, ma potrebbero essere sempre un discreto impedimento nella rincorsa ai tre punti, soprattutto per una squadra traballante come quella bresciana. Clotet per l'occasione adotta qualche modifica: innanzitutto toglie una punta per aggiungere un trequartista, quindi Donnarumma fuori e Skrabb dentro per l'albero di Natale - piccolo giallo sull'attaccante campano: dopo il sopralluogo pre-partita e la presentazione della distinta che lo vedeva a disposizione in panchina, il 9 va a sedersi in tribuna (per motivi fisici, chiarirà l'ufficio stampa del Brescia) -; secondariamente si rivede Jagiello, che torna a mettere la sua qualità in mediana, con Van de Looi preferito a Labojko e Cistana confermato partner di Chancellor. Il centrale venezuelano è a tratti il giocatore più pericoloso del primo tempo, merito del gioco aereo sui calci piazzati. Il centrocampo a 5 (3+2) fa densità e la sua dinamicità assicura un buon accompagnamento anche ad Ayè, che non viene lasciato da solo a fare la guerra. Il Cosenza ribatte affidandosi alla fantasia dell'ex Tremolada. In 45' lo spettacolo non è esattamente di casa al "Rigamonti". Sul duplice fischio del sig. Ghersini Spalek si accascia, accusando un dolore muscolare. Non rientrerà nella ripresa.

 

Dal tunnel esce Bjarnason e il cambio paga subito, perché il gol vittoria è proprio dell'islandese. Jagiello va a battere il calcio d'angolo sulla sinistra, Bjarnason parte da fuori area, sulle sue tracce Sciaudone, che però si schianta sul blocco di Chancellor e lascia via libera al numero 31: di testa da due passi batte Falcone. Il penultimo attacco del campionato prova ad alzare la sua pericolosità, ma Joronen rimane spettatore. al 18' il secondo episodio decisivo: transizione positiva per la Leonessa, Ragusa ha spazio per correre, punta e salta un piantato Corsi, che allarga la gamba sinistra e lo sgambetta. Per il direttore di gara è un fallo da giallo, il secondo per il capitano ospite, che va sotto la doccia. Tremolada e Carretta ci provano da lontano, tentativi frustrati dall'incapacità di avvicinarsi maggiormente alla porta avversaria. La gara scorre veloce fino al 34', quando il solito Ayè la chiude: Bjarnason prima e Labojko dopo tengono vivo un pallone al limite dell'area rossoblu, la sfera arriva nei piedi di Ragusa, che vede un corridoio per servire il movimento del francese, freddo ad infilare sotto le gambe Falcone. Settimo gol nelle ultime sei partite, tutte caratterizzate dalla sua firma. Il tempo rimanente è pura attesa della fine, anche se le Rondinelle avrebbero le occasioni in contropiede per arrotondare il punteggio.

 

Pep Clotet gioisce cauto a fine match: «La vittoria di oggi è molto importante, ma non può essere definita quella della svolta. Non prendere gol è determinante in questa fase, però quello che mi è piaciuto di più è la mentalità della squadra. Spesso in passato siamo stati "accusati'', giustamente, di calare nella ripresa, stavolta invece abbiamo continuato a spingere e questo vuol dire aver acquisito una certa mentalità. Loro ad un certo punto si sono ritrovati con l'uomo in meno e poteva essere una trappola per noi. Siamo stati bravi a tenere la spina attaccata fino alla fine. Continuiamo così, era importante muovere la classifica. Donnarumma? Aveva un piccolo fastidio e abbiamo preferito preservarlo».

 

Il Brescia respira, sale a 30 e tiene la zona play out 2 punti sotto. Sabato alle 16 la sfida al Venezia, in laguna.

 

Brescia - Cosenza 2-0

 

BRESCIA (4-3-2-1): Joronen; Karacic, Cistana, Chancellor, Martella (20' st Pajac); Bisoli (30' st Fridjonsson), Van de Looi, Jagiello (20' st Labojko); Spalek (1' st Bjarnason), Skrabb (13' st Ragusa); Ayè. (Kotnik, Mateju, Donnarumma, Mangraviti, Papetti). Allenatore Pep Clotet.

COSENZA (4-3-1-2): Falcone; Corsi, Tiritiello, Ingrosso, Legittimo (13' st Vera); Sciaudone (13' st Bahlouli), Petrucci (27' st Ba), Crecco; Tremolada (38' st Sacko); Gliozzi, Trotta (27' st Carretta). (Saracco, Idda, Mbakogu, Bouah, Schiavi, Kone, Sueva). Allenatore Roberto Occhiuzzi.

ARBITRO: Davide Ghersini di Genova.

ASSISTENTI: guardalinee Filippo Bercigli di Firenze e Davide Miele di Torino; quarto uomo Antonio Rapuano di Rimini.

RETI: st 4' Bjarnason, 34' Ayè.

NOTE: espulso Corsi al 18' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Corsi (C), Cistana (B), Bjarnason. Tiri: 18-10. Corner: 8-5. Possesso palla: 54%-46%. Recupero: 1' e 4'.