Onda Brescia in Laguna, Ayè al settimo sigillo, superato Baggio

Redazione

«In settimana abbiamo parlato del fatto che dovevamo cominciare a vincere due partite consecutive. Ci siamo riusciti». Così Birkir Bjarnason, a bordo campo, ai microfoni di Dazn. Missione compiuta: dopo il 2-0 nella sfida salvezza col Cosenza, il Brescia irrompe in casa della seconda classifica, il Venezia, e la batte col minimo scarto, grazie all'ormai "solito" Florian Ayè.

 

Aggiornamento statistiche: 8 reti nelle ultime 7, da 7 gare consecutive in rete, un record che resisteva dal 2001, le 6 gare messe in fila dal Divin Codino. Certo, era Serie A e certo, Baggio era Baggio, ma il ragazzo francese, pupillo di Cellino, sta dimostrando a forza di tabellini sorridenti di essere un calciatore da Brescia. Non ci sono solo le marcature, c'è anche la prestazione. Oggi, ad esempio, sarebbero arrivati anche due assist se i legni non avessero strozzato in gola l'urlo di Bjarnason, uno dei migliori in campo del match del "Penzo". Riferimento unico offensivo con due trequarti (stavolta Jagiello e Ragusa) a sostegno e due mezzali (Bisoli e Bjarnason) ugualmente pronte ad inserirsi. Il sistema proposto col Cosenza funziona. In generale, sono ora 3 i risultati utili consecutivi (7 punti), mentre Clotet arriva a 11 punti in 6 uscite, un ritmo che allontana fantasmi.

 

Prima di sentirsi al sicuro ci sarà da sgobbare ancora molto, ma i play out a 5 punti fanno ora meno paura. Fa meno paura il Brescia a sé stesso, in verità, perché quello visto in Veneto ha dimostrato di poter competere tranquillamente in questa categoria. Contro le squadre che "giocano" è forse un po' più semplice, tanto che il Brescia le top le sta battendo spesso. Aggressione alta e tanta fame, unita ad un buon palleggio in uscita (in questo è stato fondamentale il recupero di Cistana). Tante chance per il 2-0 mancate, ma l'attenzione difensiva, guidata dagli urli di Gastaldello dalla panchina, per oggi è bastata.

 

Joronen è decisivo nella prima mezz'ora, perché il Venezia approccia meglio, andando al tiro 6 volte e sfiorando il vantaggio con Johnsen prima e Modolo-Bocalon dopo: su tutte e 3 i tiri c'è il portiere finlandese, anche se nell'ultimo caso è la punta a mangiarsi il gol calciando addosso al portiere da 2 metri. Superate le iniziali sofferenze, le Rondinelle passano al 33': Van de Looi imbuca in area per il taglio di Jagiello, che controlla e rifinisce sul secondo palo, dove Ayè si fa trovare pronto: volée, Pomini tocca ma non controlla, 0-1. La fiducia cresce, gli ospiti continuano ad accompagnare le azioni, quasi tutte di ripartenza, con tanti uomini, riempiendo l'area, con coraggio. Il coraggio paga.

 

Ad inizio secondo tempo Bjarnason colpisce in rapida successione un palo e una traversa, il Venezia si sbilancia alla disperata nonostante ci sia ancora una vita da giocare, e le chance per il Brescia si moltiplicano. A volte manca l'ultimo passaggio, a volte arrivano errori clamorosi sotto porta: Ragusa se ne divora un paio. Cistana e Martella devono abbandonare per acciacchi, Zanetti butta dentro Sebastiano Esposito, cresciuto con la V sul petto e ora in prestito dall'Inter, che intavola una sfida tra 2002 con Papetti. Il Venezia non riesce a sfondare, anzi, è costretto a rimanere in 10, per la seconda fiscale (forse esagerata) ammonizione a Johnsen. L'unico sussulto è quello del quarto minuto di recupero: Modolo supera di testa Joronen, ma sulla linea appare Bjarnason, ancora lui, che allontana di testa. Finisce così, con un sospiro di sollievo e 3 punti pesantissimi.

 

Sabato prossimo trasferta a Frosinone. Dopo 2 vittorie consecutive, in settimana si parlerà probabilmente di provare a vincerne 3...

 

Venezia - Brescia 0-1

 

VENEZIA (4-3-1-2): Pomini; Mazzocchi (23' st Ferrarini), Modolo, Ceccaroni, Felicioli (42' st Svoboda); Fiordilino (23' st Di Mariano), Taugourdeau, Maleh; Aramu; Bocalon (11' st Esposito), Johnsen. (Mäenpää, Molinaro, Cremonesi, Forte, Rossi, Bjarkason, Clair, Ricci). Allenatore Paolo Zanetti.

BRESCIA (4-3-2-1): Joronen; Karacic, Chancellor, Cistana (23' st Papetti), Martella (32' st Pajac); Bisoli, Van de Looi, Bjarnason; Jagiello (32' st Labojko), Ragusa (42' st Skrabb); Ayè (32' st Fridjonsson). (Kotnik, Mateju, Mangraviti, Ghezzi). Allenatore Daniele Gastaldello (Pep Clotet squalificato).

ARBITRO: Daniele Paterna di Teramo.

ASSISTENTI: guardalinee Damiano Di Iorio di Verbania e Daisuke Emanuele Yoshikawa di Roma 1; quarto uomo Valerio Marini di Roma 1.

RETI: pt 33' Ayè.

NOTE: Espulso Johnsen (V) al 39' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Chancellor (B), Johnsen (V), Van de Looi (B), Esposito (V), Bisoli (B), Papetti (B). Possesso palla: 54%-46%. Tiri: 18-13. Calci d'angolo: 9-4. Recupero: 1' e 5'.