Brescia cinico ma disattento, la Reggiana trova il pari all'ultimo secondo

Redazione

Al 50' di Reggiana-Brescia, gara valida per la 32a giornata, gli ospiti si trovavano agganciati all'ultima posizione play off. Il pareggio all'ultima palla utile di Varone (meritato), spegne un po' gli entusiasmi delle rondinelle, che vengono via dal Mapei Stadium di Reggio Emilia con 1 punto al posto che 3. Dopo quattro vittorie e una sconfitta, ecco quindi un pareggio, che in un cammino lungo come quello di Serie B va accettato.

 

Tenere le cose buone, lavorare su ciò che ancora manca alla squadra, sapendo che la qualità non si può più comprare. Da qualche parte dovrebbe esserci Donnarumma, che però rimane nello strano limbo del giocatore né infortunato né utilizzabile. Il peso dell'attacco è come sempre sulle spalle di Ayè, che anche oggi fa il suo, tornando peraltro al gol. Nel pomeriggio di Pasquetta è tuttavia la Reggiana, pur con un possesso palla nettamente inferiore, a mettersi nelle migliori condizioni per poter portare a casa il bottino pieno. Mister Alvini, dopo la Panchina d'Oro di Lega Pro conquistata per la promozione in cadetteria, vorrebbe completare un altro piccolo miracolo, salvandosi.

 

Dall'altra parte un Brescia cinico ottiene il massimo dagli unici due tiri in porta costruiti. Al 30' del primo tempo Bjarnason trova in verticale Ragusa, a centro area, che, più controllando male che volendo davvero rifinire, fa arrivare palla ad Ayè, preciso nel trovare l'angolino. Il pari emiliano arriva al primo giro di orologio della ripresa: Radrezza batte un calcio d'angolo tagliato, Kargbo vince il duello aereo con Labojko, Joronen para ma senza allontanare, Zamparo arriva per primo sulla ribattuta, sfilandosi dalla marcatura di Martella. Al 18' Cistana è costretto ad abbandonare il campo per infortunio; entra Papetti e 8 minuti dopo Mazzocchi trova la rete del vantaggio su una gestione impacciata del pallone da parte dello stesso numero 32 biancoblu. Il guardalinee annulla per fuorigioco, ma nessun granata aveva toccato palla prima di Mazzocchi. Una svista che il Brescia fa pagare al 34', con un'azione corale, avvolgente, la più bella del match, che porta il terzino sinistro Martella a crossare e il terzino destro Mateju a finalizzare in area piccola. Quando Clotet e Gastaldello sono pronti ad esultare, proprio nei 30 secondi di recupero del recupero (dati per il giallo a Joronen, sanzionato per perdita di tempo del numero 1), la Reggiana riprende per i capelli la partita, grazie alla deviazione sottoporta di Varone, che devia nel sacco il tiro cross di Kargbo. Anche questa marcatura è originata da un errore evitabile, ancora di Papetti, che per due volte non riesce a liberare l'area dal pericolo.

 

L'amarezza al fischio finale è tanta, ma probabilmente la dimensione del Brescia è questa. Manca un uomo di qualità che possa far succedere le cose, crearle dal nulla, tutto ciò che arriva dev'essere costruito dall'unione delle forze di tutti i giocatori, o dalla voglia di incidere sui calci da fermo. Forse è questo quello che manca per fare il salto in avanti che darebbe un posto play off alle rondinelle, che comunque possono ambire a raggiungerlo, indovinando la maggioranza degli episodi. La questione da risolvere con maggior premura è stata comunque sistemata: lo spettro retrocessione è definitavemente scacciato. Vedremo nelle prossime due-tre gare (a partire dalla prossima, da gicarsi al Rigamonti sabato prossimo) se Bisoli e compagni potranno lottare davvero per la post season più ambita o se la stagione si concluderà con un onesto piazzamento a metà classifica.

 

Reggiana - Brescia 2-2

 

REGGIANA (3-4-1-2): Venturi; Ajeti (41’ st Ardemagni), Rozzio, Yao; Libutti, Del Pinto (35' st Laribi), Rossi (22’ st Varone), Kirwan (35' st Lunetta); Radrezza; Kargbo, Zamparo (22’ st Mazzocchi). (Cerofolini, Zampano, Costa, Espeche, Pezzella, Cambiaghi, Muratore). Allenatore: Alvini.

BRESCIA (4-3-2-1): Joronen; Mateju, Cistana (18’ st Papetti), Mangraviti, Martella; Bjarnason (18’ st van de Looi), Labojko, Ndoj (1’ st Bisoli); Spalek (1’ st Jagiello), Ragusa (25’ st Pajac); Ayé. (Kotnik, Karacic, Chancellor, Semprini, Fridjonsson). Allenatore: Clotet.

ARBITRO: Antonio Rapuano di Rimini.

ASSISTENTI: guardalinee Thomas Ruggieri di Pescara e Giuseppe Macaddino di Rimini; quarto uomo Lorenzo Maggioni di Lecco.

RETI: pt 30’ Ayé; st 1’ Zamparo, 34’ Mateju, 51’ Varone.

NOTE: ammoniti: Bjarnason, Mateju, Joronen (B), Ajeti, Varone (R). Angoli: 7-6. Tiri: 19-6 (in porta 3-2). Possesso palla: 39%-61%. Recupero: 2’ e 5’.