Il Brescia non ci crede abbastanza, Dessena lo punisce: 1-1 amaro col Pescara

Redazione

Un pomeriggio per cuori forti, quello odierno. Il Brescia pareggia in casa con la penultima forza del campionato, un Pescara arrivato sotto il Cidneo con la paura di perdere, che si ritrova un punto da riportare in Abruzzo grazie alla firma, manco a dirlo, di un ex.

 

Ovvero Dessena, un fantasma per 48'+27', fino alla volée che batte Joronen per l'1-1 che risulterà definitivo. Per il Brescia aveva colpito Jagiello al 17' della prima frazione, un tiro a giro da fuori simile per traiettoria a quelli messi a segno da Ndoj (oggi in panchina) contro il Pordenone. Il polacco è stato il migliore dei suoi, pericoloso in almeno altre due occasioni, sempre bravo a legare il gioco tra centrocampo e attacco. Le altre Rondinelle lo sostengono, ma si assentano nel momento più importante, quello della conferma del vantaggio, quello in cui si poteva continuare a spingere per chiudere la gara, visto che gli avversari non erano pervenuti, fino al 30'. E invece, proprio a cavallo della mezz'ora, la partita cambia.

 

Un lancio scolastico dalle retrovie (da punizione, quindi più facilmente leggibile) sorprende la coppia instabile Papetti-Chancellor, che si vede infilata da Ceter. Il centravanti salta Joronen in uscita ma si allunga il pallone, spazzato via dal recupero del diciottenne bresciano. La prima crepa si apre qui, con il Delfino che acquisisce un minimo di fiducia. 1' più tardi Scognamiglio svetta di testa da corner, colpendo il palo. i biancoblu accusano il colpo, abbassano pressione e baricentro, concedono aria all'avversario, che comincia a ricredersi: magari dal Rigamonti un risultato positivo lo si può portar via.

 

L'intervallo non resituisce un Brescia nuovamente propositivo, anzi. Chancellor comincia a commettere errori elementari in costruzione. Su una di queste uscite sbagliate il Pescara trova con un po' di buona sorte l'azione giusta: la sfera arriva a Riccardi, che punta e salta facile il centrale venezuelano e tira; una deviazione smarca davanti al portiere Dessena, che fredda Joronen e tutto lo stadio. Entra Ndoj ma non esce Donnarumma, tornato titolare dopo l'esilio in tribuna e apparso elemento totalmente estraneo non solo rispetto alla gara, ma soprattutto rispetto al gruppo squadra. Il numero 6 fa gioco solo per il fatto di essere in campo, colpendo pure un clamoroso palo interno. Al 42' panico sulla panchina ospite: mister Grassadonia ha un mancamento. Il direttore di gara interrompe per una decina di minuti la gara, poi per fortuna la riprende, perché il tecnico va negli spogliatoi sulle sue gambe. Nel '98, da giocatore, era stato salvato in campo dal compagno di squadra al Cagliari Scarpi dopo un arresto cardio-respiratorio. Ecco il perché degli attimi di ansia, poi scacciata. Non succederà più nulla.

 

La sconfitta della Reggiana nell'anticipo con l'Empoli la buona notizia, il blitz dell'Ascoli col Monza la brutta. Per l'ex Daniele Dessena si tratta comunque di 1 punto cruciale: «Eravamo preoccupati per il mister che è svenuto in panchina, il campo era la cosa secondaria. A Brescia sono legato perché ho tanti ricordi e penso di aver dato tanto per la squadra e per i compagni. Il Brescia mi ha dato una grossa opportunità, mi ha fatto vincere un campionato e siamo anche retrocessi. Abbiamo una missione troppo importante: quello di oggi è un gol importante e un punto importante. Crediamo alla salvezza, la nostra priorità è difendere la Serie B».

 

Nel post partita Pep Clotet (oggi partito con 8 giocatori diversi sugli 11 schierati nel passato impegno di Reggio Emilia) si lascia andare ad una lunga disamina: «Sono soddisfatto della prestazione della squadra, c'è da considerare anche l'avversario che nella seconda parte ha pressato alto. Donnarumma? Il suo ruolo è quello di prima punta e, avendo giocato con due, Ayé è stato sfruttato di più per la sua forza fisica e ci ha dato una grande mano anche in fase difensiva. La squadra fin dal primo tempo ha prodotto tanto e purtroppo abbiamo pagato un errore nella seconda parte. Certamente dovevamo concretizzare le tre palle che abbiamo avuto nella ripresa: in settimana lavoriamo spesso su questo aspetto. Il Pescara ha fatto due tiri nello specchio, uno è stato parato da Joronen mentre nell'altro abbiamo subito gol. Jagiello è uscito perché ha preso un colpo alla gamba e ho preferito mettere Ragusa che comunque in termini offensivi ha le stesse capacità di Filip».

 

«Abbiamo espresso un grande gioco, il loro gol è arrivato al 72', e negli ultimi 18 abbiamo giocato pochissimo per via delle tante pause. Lavoro, e voglio che la mia squadra punti a fare 3-4 gol, non solo uno, e certamente dobbiamo essere più concreti. Da quando sono arrivato viaggiamo alla media di 1,91 punti a partita e non si deve dimenticare che l'obiettivo è quello della salvezza. Quelli di oggi non sono 2 punti persi, ma un punto utile in avanti per muovere la classifica. Eravamo ad un punto dalla zona play out, non dimentichiamolo. Nelle ultime due partite abbiamo giocato contro due squadre toste che giocano con grande intensità, basti vedere la fatica che l'Empoli ha fatto nel battere la Reggiana o il pareggio del Monza proprio col Pescara».

 

La Spal (50) vince, il Cittadella (47), il Chievo (45) ha due gare in meno. Per il Brescia (44) sono sì 2 punti persi per la lotta play off, perché l'Ascoli e i play out rimangono a -10, a 5 gare dalla fine. Sabato prossimo (ore 14) si andrà a far visita alla capolista Empoli, durissima.

 

Brescia - Pescara 1-1

 

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Karacic, Papetti (26’ st Mangraviti), Chancellor, Pajac; Bisoli (22’ st Ndoj), Van de Looi, Bjarnason; Jagiello (38’ st Ragusa); Ayè, Donnarumma. Allenatore Pep Clotet.

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Bellanova, Sorensen, Scognamiglio, Masciangelo; Dessena, Busellato (29’ st Valdifiori), Maistro (29’ st Guth); Capone (21’ st Riccardi), Odgaard, Ceter (40’ pt Giannetti). Allenatore Gianluca Grassadonia.

ARBITRO: Manuel Volpi di Arezzo.

ASSISTENTI: guardalinee Antonio Vono di Soverato e Alessio Berti di Prato; quarto uomo Marco Serra di Torino.

RETI: pt 17' Jagiello (B); st 27' Dessena (P).

NOTE: 9’ di interruzione dal 42’ st per soccorsi a Grassadonia (malore). Espulso Bocchetti al 48’ st (proteste). Ammoniti Maistro (P), Papetti (B), Karacic (B). Possesso palla: 61%-39%. Tiri: 12-8 (in porta 5-3). Angoli: 5-4. Recupero: 3’ e 4’.