Nuovo capitolo nella storia infinita col Milan: Baresi diventa vice presidente onorario

Redazione

Franco Baresi da Travagliato, per il Milan, è stato tutto. Il bimbo lanciato tra i grandi, il campione passato in breve tempo da Piscinin a Kaiser, il capitano trionfante, il volto umano di una delle squadre invincibili del secolo scorso, la bandiera, il simbolo per i tifosi, la prima maglia ritirata, il dirigente capace di non imporre il proprio nome sopra quello della società. Da ieri, Franco Baresi ha aggiunto un'altra invocazione al culto milanista della sua figura.

 

Il club rossonero ha infatti insignito il bresciano, classe 1960, di una nuova nomina, quella di vice presidente onorario. L'ha fatto non in una data casuale: il 28 ottobre 1997 il Capitano disputava l'ultima partita (ancorché celebrativa) vestendo quei colori, quindi l'ultima partita ufficiale da calciatore. A 20 anni di distanza, appena dopo aver festeggiato le 120 primavere di storia della squadra fondata nel 1899 da Kilpin e soci, Franco aggiunge una nuova sfaccettatura alla sua vita da dirigente di calcio, già costellata di esperienze.

 

Sì perché, dopo il ritiro, Baresi non era stato con le mani in mano: era stato allenatore giovanile al Milan, aveva tentato l'avventura in Inghilterra al Fulham ad inizio millennio (rientrando in Italia nemmeno tre mesi dopo), aveva fatto tappa negli uffici marketing milanesi, per poi trasformarsi pian piano in ambasciatore del brand Milan nel mondo. Il nuovo incarico di vice presidente onorario, si dice, dovrebbe metterlo nelle stesse condizioni del "cugino" Javier Zanetti. Possibile, il calcio contemporaneo ha estremo bisogno di esempi virtuosi come i loro. Ma l'interpretazione del compito sarà tutta sua, perché di Franco Baresi da Travagliato ce n'è e ce ne sarà sempre uno solo.

 

 

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