150 volte Franchi. Dagli allenamenti con Baggio al desiderio di rivincita del Lume

Redazione

Da Salò a Lumezzane. 18 anni di carriera tra Eccellenza, Serie D e Serie C. Ci sono state alcune stagioni difficili, altre memorabili. La classe di Stefano Franchi è emersa a chiare lettere, certificata dai 150 gol messi a segno.

 

Se l'aritmetica offensiva rende onore al fantasista bresciano non ci sono riscontri statistici in termini di assist forniti ai compagni e giocate di qualità, ma chi lo conosce sa che anche qui siamo nell'ordine delle centinaia.

 

Sui sentimenti, invece, è il diretto interessato a poter stilare graduatorie e argomentare opinioni frugando nell'album dei ricordi. "La maglia che mi è rimasta maggiormente nel cuore è stata quella del Mantova. Lì ho passato tre anni fantastici, impreziositi dalla vittoria di un campionato. Non ho mai visto una tifoseria così attaccata alla squadra, quando si giocava al Martelli con una media di 4-5 mila spettatori era meraviglioso".

 

Ci sono anche dei colori desiderati e mai indossati: "Nel gennaio del 2013 l'ultimo giorno di mercato saltò il mio possibile trasferimento al Rimini. Una piazza affascinante, in cui mi sarebbe piaciuto giocare. Ogni tanto ci penso ancora".

 

A 36 anni si possono già fare bilanci e in quello di Franchi non ci sono rimpianti: "Sono soddisfatto del mio percorso. Arrivare in Serie A era impossibile, mentre la B l'ho sfiorata. L'anno in cui vinsi il campionato con il Pro Piacenza feci 18 gol e il Cittadella imbastì una trattativa, ma prima dell'ultima di campionato ebbi un infortunio al ginocchio, che causò sei mesi di stop e fece sfumare tutto".

 

Tra le immagini da fissare nella mente e nel cuore c'è un volto speciale, quello di Roberto Baggio: "Per quelli della mia generazione è stato il campione per eccellenza, un idolo assoluto. Quando giocavo nella Primavera del Brescia mi allenai diverse volte con la prima squadra al suo fianco. Ogni volta era un'emozione incredibile, da bloccarsi totalmente e non riuscire a fare nemmeno un passaggio. Ancora oggi guardo i suoi video e mi rifaccio gli occhi ammirando le sue giocate".

 

Una fonte d'ispirazione continua e senza tempo, da sfruttare al servizio di un Lumezzane affamato che rappresenta il presente del classe '85: "Siamo una squadra forte ed esperta, ma soprattutto arrabbiata dopo la mancata promozione dello scorso campionato. Chi è rimasto ha un desiderio di rivalsa incredibile per aver fallito l'obiettivo. Quest'anno dovremo assolutamente rimediare".

 

Franchi risponde così a chi dà per scontato il primato lumezzanese nel campionato in corso: "Chi ragiona così penso che non abbia mai giocato a calcio. In questo sport non c’è mai nulla di scontato. Sono davvero tante le componenti che portano al successo: lavoro, organizzazione, unità del gruppo, umiltà, fortuna. Bisogna dimostrare sul campo di essere i migliori e non è mai semplice. Dovremo conquistare ogni punto unendo sudore e talento".

 

Domenica scorsa a Carpenedolo il numero undici valgobbino ha messo la sua firma su un successo pesante: "La partita non è stata semplice perché abbiamo dominato dall'inizio alla fine, ma non siamo stati bravi a concretizzare la mole di occasioni create, io per primo. Non ci siamo arresi e ci siamo imposti di misura. Dovremo sempre dare il massimo, ogni domenica. Nessuno ci regalerà niente. La mia prestazione? È sempre difficile giudicarmi. Non sono mai contento di quello che faccio. Vorrei fare sempre meglio”.

 

La firma nella Bassa è stata la numero 150: "Tra tutti i gol fatti ritengo che il più importante sia stato nello spareggio per la serie C tra la mia Pergolettese e il Modena, nel maggio 2019. Realizzai il 2-1 con un semplice tap-in a pochi metri dalla porta, ma con quel gol festeggiammo la vittoria che ci portò in Serie C. Il più bello, invece, è stato in un Fortis Juventus - Saló del 2006, play off di Serie D. Il portiere avversario sbagliò il rinvio. Stoppai la palla al volo all'altezza del centrocampo e tirai in porta senza pensarci. Un gol fantastico. Purtroppo non c'erano i social a quei tempi. Il gol che desidero per il futuro? Uno che possa consentire al Lumezzane di approdare in Serie D".

 

Un pensiero stupendo, a breve termine. "Non guardo troppo in là. Ragiono di stagione in stagione e non ho ancora pensato a cosa farò nel post carriera. Per ora sto molto bene fisicamente e mentalmente. Ho tanta voglia di giocare, lottare e sudare. Mi sento un ragazzino dal punto di vista dell'entusiasmo. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, anche se come allenatore non mi ci vedo. Il fantacalcio insegna, sono un disastro”.