Dall'esordio in B a trascinatore del Flero, Milanesi: "Gioco nella squadra del mio paese, voglio aiutarla e divertirmi"

Redazione

Poco più di 6 anni fa esordiva in Serie B con la maglia del Brescia scendendo sul terreno di gioco dell'Armando Picchi di Livorno, la scorsa domenica ha siglato una tripletta che ha permesso al Flero di battere il Bienno per 3-2.

 

Stiamo parlando di Luca Milanesi, trequartista classe 1998 del Flero con un passato nelle giovanili del Brescia (nella foto scattata da Guido Maconi e che Luca ci ha gentilmente concesso) e che oggi è meccanico nell'azienda di famiglia. Proprio nelle giovanili biancazzure è stato guidato da Antonio Filippini (nei Giovanissimi) e da Davide Possanzini (in Primavera): "Sono i due che più mi hanno aiutato nella crescita a livello umano e da calciatore". Nel 2015 arrivò anche l'esordio con la prima squadra: "Quei giorni ero molto tranquillo, difficilmente soffro le tensioni e la pressione. L'emozione e la felicità c'erano anche se non mi aspettavo di entrare in campo. C'erano tanti giocatori infortunati e Boscaglia mi disse di entrare in campo. Furono pochi minuti, ma fu una grande emozione". 

 

I troppi problemi fisici hanno però limitato il talento di Milanesi che è sempre stato un attaccante ma che, scendendo di categoria, ha arretrato il proprio raggio d'azione. Oggi è il classico numero 10 che agisce dietro alle punte e torna indietro per farsi dare palla e liberare i compagni, ma conserva ancora il killer instinct: "Nelle giovanili ho giocato da prima punta e questo ancora oggi mi aiuta ad essere incisivo e a segnare". Un pò come Francesco Totti, suo idolo di sempre nonostante la passione sfrenata per la sua squadra del cuore, il Milan. 

 

Il suo inizio stagione, grazie alla condizione ritrovata, è stato fondamentale per il Flero e i suoi gol (già 5 in quattro giornate) potrebbero trascinare la squadra del suo paese al salto di categoria: "L'obiettivo della nostra società è salire di categoria. Ci sono squadre certamente più attrezzate ma noi siamo una squadra forte e giovane. Siamo partiti bene e siamo sulla buona strada. Il mio inizio di stagione lo reputo ottimo e finalmente sto bene fisicamente perché negli ultimi anni ho avuto vari problemi che mi hanno impedito di esprimermi al meglio. La partita di domenica è stata dura, eravamo sotto 2-1 a pochi minuti dalla fine ma con due uomini in più, e siamo riusciti a ribaltarla. Sono felice di questa tripletta ma il merito, essendo un gioco di squadra, va distribuito a tutti. Non mi pongo obiettivi o limiti, ma spero di riuscire a fare più gol possibile: gioco nella squadra del mio paese, voglio aiutarla e divertirmi. Il sogno sarebbe quello di tornare ai livelli di qualche anno fa, anche se è difficile".