Gulluscio, giovane bomber e capitano. “Vorrei un Cbc in vetta a fine stagione”

Redazione

Stesso numero di maglia, stesso tatuaggio, stesso ruolo. Vincenzo Gulluscio di ispira a Paulo Dybala, ma la sua dimensione domenicale è quella della Terza Categoria, dove sta riuscendo ad essere protagonista con il suo Cazzagobornato XXI.

 

Classe 1999 e originario di Travagliato, dove ha mosso i primi passi dietro a un pallone all'oratorio San Michele, Gulluscio è reduce dalla rete utile a superare 2-0 l'Artogne, il quarto in questo avvio di stagione. “È stato un bel gol, abbiamo recuperato il pallone a centrocampo e sono bastati due passaggi rapidi per trovarmi davanti al portiere. Non potevo sbagliare”.

 

Nel percorso dell'attaccante gialloblù ci sono state tappe importanti: cinque stagioni nel vivaio del Lumezzane, altrettante alla Pavoniana e due parentesi nella Juniores del CazzagoBornato, intervallate da un anno al Saiano, poi il ritorno a casa, al San Michele, prima del definitivo approdo al Cbc di Terza per aderire a un progetto nuovo e ambizioso. “Mister Stefano Galmacci è stato importante per me, ci conosciamo da anni. Con lui ho vinto gli Juniores Regionali A. Mi ha dato fiducia e crede in me, lo dimostra anche l'investitura a capitano della squadra. Avere la fascia al braccio in una squadra così giovane è una grande responsabilità”.

 

Una squadra dove la linea verde è predominante, ma in cui può fare la differenza un rodaggio già consolidato. “Ci conosciamo praticamente tutti da tanto tempo. È un grande vantaggio e un piacere giocare insieme. Lo staff e la società sono stati bravi a creare un gruppo solido e unito. Penso che la nostra squadra abbia tutte le carte in regola per provare già da quest'anno il salto di categoria, anche se il mio sogno è la vittoria del campionato. A livello personale mi piacerebbe raggiungere quota 20 gol, ma soprattutto essere un riferimento per i compagni nei momenti di difficoltà”.

 

Anche a questi livelli, infatti, passione e dedizione non mancano e vanno uniti ad inevitabili sacrifici. “Da quattro anni lavoro in un'azienda farmaceutica facendo i turni di notte. Mi capita di finire allenamento e andare direttamente a lavoro. Penso che concentrarsi sul futuro sia la cosa giusta per un ragazzo della mia età. Il calcio per me è un divertimento, ma ci tengo a fare bene e mi auguro di poter disputare competizioni importanti negli anni che verranno, ma tengo i piedi per terra. Altri obiettivi? Sono molto legato ai miei affetti. Nei prossimi anni vorrei costruire una famiglia tutta mia”.