De Angelis apre le ali: "Se sto bene non mi pongo limiti. Il Franciacorta deve sbloccarsi"

Redazione

Domenica è uscito dal campo con il pallone sotto braccio. Roba sua. Giusto così dopo i tre gol messi a segno che hanno consentito al Franciacorta di mettere in saccoccia un punto prezioso.

 

"È stata una partita giocata molto bene sia tatticamente che tecnicamente da tutta la squadra - racconta bomber Ciro De Angelis -. Personalmente ho capito subito di essere in palla, ma ovviamente sarei ipocrita a dire che mi sarei aspettato una tripletta. Peccato per la beffa finale dato che eravamo in vantaggio, ma a livello personale sono davvero contento. Non succede tutte le domeniche di fare prestazioni del genere. Proverò a ripetermi ancora perché se sto bene fisicamente non mi pongo alcun limite".

 

La graduatoria marcatori, da questo punto di vista, non lascia spazio a dubbi. De Angelis guarda tutti dall'alto a quota 9 insieme all'ex Desenzano Recino. La classifica della squadra, invece, non è altrettanto esaltante al momento: "Siamo convinti di valere più del dodicesimo posto che occupiamo attualmente. Possiamo arrivare in alto, ma prima dobbiamo fare uno step a livello mentale. È necessario sbloccarsi per ottenere quel filotto di vittorie consecutive fondamentale per cambiare marcia. A quel punto capiremo che possiamo puntare in alto. Sulla carta non ci sentiamo inferiori a nessuno, ma bisogna dimostrarlo sul campo".

 

È il rettangolo verde l'unico giudice attendibile: "Lo so bene. Lì sopra ho dovuto conquistarmi tutto, spesso stando a 1000 chilometri da casa e sacrificando alcune cose importanti, prima tra tutte la mia famiglia, che mi manca tantissimo. In Puglia ho parenti e amici, ma ormai sono al Nord da tanti anni e ci sto benissimo. Mi sento un po' adottato".

 

Tra le figure significative incontrate in questi anni c'è il direttore sportivo Eugenio Bianchini: "Lo conosco da tempo, è una persona molto competente a cui voglio bene. Gli sarò sempre grato per la fiducia che mi ha dimostrato più volte. Mister Maspero? Non conoscevo la sua metodologia e ne sono piacevolmente sorpreso. È un allenatore che ti responsabilizza tanto e che ti fa stare bene sia a livello di relazioni umane sia con il suo modo di vedere il calcio".

 

La prospettiva di De Angelis, da buon numero 9, nasce in area di rigore: "Sono un attaccante che vive per il gol e che ama aggirarsi negli ultimi sedici metri. Mi piace molto Luis Suarez. Il mio omonimo Immobile? Può piacere o meno per le sue caratteristiche. È una cosa soggettiva. Tuttavia un calciatore che segna così tanto non può essere criticato: i numeri parlano per lui".


Anche quelli di De Angelis sono importanti, con 351 presenze in D impreziosite da 146 gol. "Il professionismo? Mai dire mai, ma a 31 anni le mie priorità sono diverse rispetto al pensiero della categoria. Vedremo...".