Dilettanti - Pasquali: solo il primo passo, ora occorrono i verdetti sportivi"

Redazione
 

“Le società della Lnd e in particolare quelle lombarde e bresciane aspettavano con ansia questo verdetto, che si è concretizzato. È il primo passo, poiché ora andranno approntate le decisioni relative alle classifiche”. 

 

Finalmente è arrivato il definitivo stop ai campionati dei dilettanti. Il presidente provinciale della Lnd Alberto Pasquali può sorridere e tirare un sospiro di sollievo dopo le lunghe settimane dell'emergenza Covid-19 vissute a raccogliere il malcontento e gli sfoghi dei dirigenti nostrani, che durante i meeting organizzati su Zoom non hanno mai nascosto la loro stizza e incredulità per l'attendismo del presidente nazionale Sibilia. 

 

 

Chi non aveva perso tempo, invece, era stata la Lega Pro, che aveva confezionato una proposta dettagliata da presentare in Consiglio Federale. Oggi è arrivata l'inaspettata bocciatura, con Gravina che ha chiesto anche a B e C di tornare in campo. “Non me l'aspettavo - confessa Pasquali -, le società di Serie C avevano fatto considerevoli passi in avanti rispetto al resto del calcio e c'era coesione tra i club, ora dovranno rivedere tutto e credo che ci saranno profonde discussioni in merito se si dovesse davvero decidere di ripartire. Mi aspettavo che le decisioni di una Lega che si era espressa con compattezza venissero accolte, vedremo quale sarà la decisione del Governo in merito e come reagiranno i presidenti delle società”.

 

 

Non è finita qui. Ora bisognerà sciogliere l'intricata matassa relativa alle classifiche. La Lombardia ha proposto attraverso la voce del presidente regionale Baretti la promozione delle capoliste e il blocco delle retrocessioni. Credo sia la soluzione ideale, magari tenendo aperte in una seconda fase opzioni di ripescaggio successive alle iscrizioni, perché no anche estendendo le dimensioni dei gironi. Non è da escludere un secondo scenario che prevederebbe la retrocessione dell'ultima in classifica. Vedo più complicata l'ipotesi di un congelamento totale della stagione, che aprirebbe anche ulteriori scenari in ambito normativo e legale. In queste settimane si sono sentite parecchie proposte, ma credo che la proposta lombarda possa risultare vincente”. 

 

Guardando al futuro Pasquali non teme scenari apocalittici per il calcio bresciano. La mia impressione è che nella nostra provincia non avremo un tracollo. Credo e spero, per il bene del nostro calcio, che le nostre società possano arginare questa crisi inevitabile e proseguire la loro attività. Un ridimensionamento sarà inevitabile, ma il mio timore è che chi avrà più disponibilità finanziarie e potenzialità organizzative possa estendere in modo considerevole e in modo spropositato il gap con il resto del movimento”. 

 

Infine un pensiero sul ritorno in campo, che secondo il massimo dirigente del comitato locale “avverrà semplicemente quando il distanziamento sociale non sarà più necessario. Per i dilettanti non può essere diversamente. L'unica alternativa sarebbe il vaccino. Per noi la ripresa non è questione di date, ma di rischi relativi al contagio. Ho letto che le previsioni, nel caso di rispetto delle norme da parte dei cittadini, parlano di possibile contagio zero in Lombardia verso la metà di agosto. Lo spero, vorrebbe dire un ritorno ad assaggiare autentici contatti umani e sociali da settembre. I campionati ovviamente non potrebbero partire subito, ma sarebbe un ottimo punto di partenza verso il ritorno alla normalità”.

 

 

 

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