Il concetto di meraviglia secondo Sandro Tonali

Redazione

Guardate bene la foto e provate a non vederci la meraviglia di un bambino. Quella del ragazzo con la biro in mano, in camicia bianca e giacca, quello che sta per firmare un contratto per la squadra dei suoi sogni. Maschere: no. Spaesato, imbarazzato: sì. Vedere Sandro Tonali nella casa dei rossoneri, a fianco di una leggenda vivente il cui solo cognome è sinonimo di Milan, fa bene al cuore di chi ama questo sport, a prescindere dalla fede calcistica.

 

Fa bene soprattutto a noi bresciani, perché non è mica vero che esistano necessariamente i predestinati. Perché se il Brescia non avesse preso Sandro da bambino, proprio da Milano, proprio dopo un provino non andato in porto su quel lato del Naviglio, e non lo avesse accompagnato nella crescita, dato lo spazio di esprimersi, non è detto che quello stesso ragazzino in cui ora vediamo un progetto di campione avrebbe avuto l'opportunità e la libertà di far esplodere il suo talento. Non è detto che a quei colori il centrocampista classe 2000 sarebbe tornato con tutte le promesse che ora, giustamente, si porta appresso. Dobbiamo esserne orgogliosi, non c'è davvero nulla di scontato a questo mondo. E c'è da essere felici per lui, anche se il suo addio associato alla nostra ricaduta in Serie B fa venire mal di pancia misto a labirintite.

 

I social, se letti coi giusti occhiali, ci possono (non sempre, non comunque) dare indizi su quello che provano e vivono le persone, soprattutto i giovani di oggi, a patto di non volerci leggere per forza verità inoppugnabili. Spesso è la maniera con cui la "generazione Z" prova a farci camminare con le sue scarpe, sempre che ci sforziamo di metterci nelle condizioni di poterle indossarle. Il profilo Instagram di Sandro ha dato nelle ultime ore due input. Il primo in una story: foto di lui da bimbo che veste una maglia del Milan, canzone di Ultimo in sottofondo, "è colpa delle favole se la mia vita adesso è questa". Possibili messaggi: sono emozionato; sì, vado al Milan; perdonatemi interisti se ho preferito i vostri rivali di sempre, ma in fondo è colpa di voi adulti: non le dovete raccontare le belle storie di fantasia se avete paura che possano prendere vita. Cuoricino rosso, cuoricino nero.

 

Il secondo assist ci interessa da vicino: è un post (rimane, non dura lo spazio gassoso di 24 ore) e riprende il concetto espresso qualche riga sopra. Collage fotografico con 25 immagini di Tonali con la V sul petto, quella grande al centro lo ritrae mentre bacia lo scudetto della Leonessa. Didascalia: "Non vi dimenticherò mai. Non ti dimenticherò mai. Grazie Brescia. Grazie @brescia_calcio". Non servono ulteriori commenti.

 

"AC Milan è lieto di annunciare di aver acquisito, a titolo temporaneo con diritto di opzione per l'acquisizione definitiva, le prestazioni sportive del centrocampista Sandro Tonali dal Brescia Calcio. Il calciatore indosserà la maglia numero 8", così cita il comunicato ufficiale odierno pubblicato da Casa Milan. L'ha sempre detto che si sente più Gattuso che Pirlo, ora Gattuso se l'è messo sulla schiena, ma sopra quella singola cifra ci sarà scritto "Tonali". Ecco, l'augurio migliore che possiamo fargli è proprio questo: tracciare la propria traiettoria, difendendo la propria personalità e le proprie peculiarità, anche tecniche, rimanendo sempre coerente a quel Sandro che ha precocemente stupito tutta Italia e che ha fatto innamorare tutta Brescia. Perché quella meraviglia con la quale questa foto ci schiaffeggia può essere contagiosa.

 

Grazie Sandro, fatti onore e continua a divertirti.

 

Matteo Carone

 

Photo credit: sito ufficiale AC Milan.

 

 

 

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