Incontro AIA-società bresciane su match day e regolamento: i punti salienti

Redazione

La piattaforma Zoom ha ospitato ieri sera una riunione aperta a tutte le società calcistiche per parlare delle nuove regole apportate al regolamento Figc e per chiarire eventuali dubbi che riguardavano il protocollo da osservare nel giorno della partita. Interlocutori il comitato bresciano della FIGC, nella persona del suo presidente, Alberto Pasquali, e i rappresentanti delle sezioni AIA di Brescia, Chiari e Lovere.

 

Erano una quarantina le persone presenti alla riunione, il desiderio comune di questo periodo è sempre lo stesso: capire bene i protocolli FIGC anti-Covid da seguire per non ricadere in sanzioni e per poter svolgere l'attività in sicurezza. Padrone di casa e moderatore della serata, Alberto Pasquali si è preso l'incarico di sottolineare alcuni punti importanti che riguardano le norme da rispettare nel match day, anche perché manca poco all'inizio delle partite ufficiali: domenica pomeriggio si gioca la prima giornata dei gironi di Coppa Lombardia. Riassumiamo qui i temi salienti dell'intervento.

 

- 4 capisaldi per i tesserati: autocertificazione Covid, certificato di idoneità medico-sportiva, rispetto delle norme igienico-sanitarie, attività di informazione-formazione all'interno della società.

- I presidenti delle società devono individuare 4 figure responsabili: il medico sociale e, in caso non ci fosse, un DAP (Delegato Attuazione Protocollo); un DGE (Delegato Gestione Eventi), responsabile nel match day; un Tecnico Responsabile, che seguirà l'attività settimanale; un Referente Covid esperto di misure di prevenzione da contagio.

- I protocolli del match day si integrano e non si sostituiscono alle normative di sicurezza già vigenti.

- Il DGE avrà il compito di accogliere la squadra ospite e la squadra arbitri - che devono arrivare alla struttura in tempi diversi (anche rispetto alla squadra ospitante) - e ad essi dovrà consegnare le certificazioni che accertino il rispetto degli obblighi di chi ospita (sanificazione locali, ecc...). Egli dovrà raccogliere gli elenchi dei tre gruppi squadra (ospitanti, ospiti, arbitri, dove per gruppo squadra non si intende solo i giocatori, ma anche lo staff e tutti gli eventuali accompagnatori) ed archiviarli.

- Le società hanno l'obbligo della sanificazione straordinaria (da far fare - precedentemente alla riapertura degli impianti - ad una ditta specializzata, che rilasci certificazione); sono da certificare anche i prodotti utilizzati per la normale igienizzazione e sanificazione (tenere un registro che attesti quando, dove e con quali prodotti si sono svolte queste azioni).

- Qualsiasi persona non rispettasse i requisiti del protocollo non va fatta entrare nell'impianto. Se il centro sportivo comprende altri locali o campi (bar, palazzetti, ecc.) si consiglia di creare un percorso e dei confini. La zona di gioco e fruizione deve essere una bolla.

- Spogliatoi: rendere disponibili tutti i locali dell'impianto; differenziare l'uso temporale dei locali nel caso abbiano capienza inferiore (secondo le norme di distanziamento) del numero delle persone che devono utilizzarli; non utilizzare appendini per i vestiti, non lasciare nulla in giro, tenere tutti gli oggetti e i capi personali all'interno delle borse. Si consiglia, quando in casa, di occupare sempre le stesse posizioni: in caso di positività di una persona si andranno a mettere in isolamento fiduciario solo i compagni adiacenti al posto da lui occupato e non tutta la squadra. L'appello verrà svolto fuori dagli spogliatoi, in luogo all'aperto ma se possibile riparato (per proteggere da eventuale pioggia); il briefing pre-gara non va fatto negli spogliatoi se questi non garantiscono le distanze di sicurezza per tutta la squadra.

- Campo: ingresso scaglionato; no foto di squadra, sì saluto a metà campo ma senza strette di mano; mascherina e, ove possibile, distanziamento in panchina.

- Interviste post gara all'aperto.

- Pubblico: creare un percorso obbligatorio di ingresso e di uscita per la zona adibita; zone e posti vanno segnalati, anche in mancanza di seggiolini, e si deve poter risalire alla posizione di ogni persona presente (per lo stesso motivo della posizione fissa all'interno degli spogliatoi spiegata sopra); controllo temperatura e richiesta dati (nome, cognome, contatto) all'ingresso dell'impianto.

- Arbitri: non è compito della squadra arbitrale garantire il rispetto del protocollo match gara, anche se le verrà chiesto di dare una mano al DGE; essa controlla soltanto, assieme alla squadra ospite, la certificazione del rispetto degli obblighi della squadra ospitante fornitale dal DGE; la squadra arbitrale dovrà arrivare all'impianto almeno un'ora e mezza prima secondo protocollo, ma per i dilettanti l'anticipo è ridotto a un'ora prima dell'inizio della gara; in caso non fosse ancora arrivata con meno di un'ora alla gara, chiamare il numero Pronto AIA di riferimento; non vi sarà visita dell'osservatore arbitrale negli spogliatoi; dovranno essere sempre garantiti due posti nella zona pubblico per l'eventuale arrivo dell'osservatore.

 

La seconda parte della video call è stata dedicata alle variazioni al regolamento del gioco apportate per la stagione 2020-2021. A spiegarle il presidente della sezione bresciana dell'AIA, Matteo Palma, coadiuvato da Fabio Rosati e Nicola Locatelli, responsabili rispettivamente della sezione Chiari e della sezione Lovere. A margine dei chiarimenti tecnici (che riassumiamo con esempi pratici qui sotto), la richiesta di piena collaborazione da parte di tutti i soggetti interessati durante le gare, per semplificare l'attuabilità dei protocolli e la fruizione dell'evento. Per quanto riguarda le nuove regole, i rappresentanti dell'Associazione Italiana Arbitri sottolineano come esse siano state stilate per favorire il fair play e la fluidità del gioco. Rivediamo insieme le più importanti (il documento integrale della Circolare 1 della stagione 2020-2021 è disponibile nell'area documenti del sito dell'AIA-FIGC):

 

- REGOLA 10, ESITO GARA: durante una gara a eliminazione diretta si va ai calci di rigore. Questa coda del match non è considerata parte della gara, dal punto di vista delle sanzioni: se un giocatore è stato espulso nei 90 o 120 minuti è da ritenersi squalificato e non può calciare i rigori, ma se un giocatore, già ammonito nei 90-120 minuti, viene ammonito anche durante la sessione dei rigori, i due gialli non si sommeranno, ma verrà contato solo l'ultimo. In caso di secondo giallo durante i rigori il giocatore viene normalmente espulso. I giocatori che partecipano ai rigori possono essere sanzionati a causa di infrazioni (es.: il portiere avanza oltre la riga di porta prima della battuta del rigore): l'arbitro richiamerà il giocatore alla prima infrazione, lo ammonirà alla seconda e lo espellerà alla terza.

- REGOLA 11, FUORIGIOCO: un difendente intercetta in maniera volontaria un'azione di attacco avversaria deviando un pallone diretto ad un attaccante in fuorigioco al momento del passaggio, ma il pallone arriva ugualmente all'attaccante: non è fuorigioco, nemmeno se il difendente ha toccato la palla con la mano (conta però sempre la volontarietà), perciò il gioco verrà lasciato continuare. L'intervento volontario del difendente, insomma, riattiva la posizione dell'attaccante avversario.

- REGOLA 12, FALLI E SCORRETTEZZE: il tocco di mano di un attaccante si continuerà a fischiare sempre a prescindere dalla volontarietà, ma solo se genererà un'immediata occasione da gol per la sua squadra, in alternativa si lascerà continuare l'azione; un avversario è lanciato verso la porta, io gli tiro la maglia e interrompo l'occasione: dovrei essere ammonito, ma se gli avversari battono immediatamente la punizione, alla fine della stessa non riceverò il giallo, perché di fatto non ho interrotto la continuità dell'azione. Ciò vale anche per la situazione di "vantaggio": l'arbitro fa continuare ma a fine azione non mi ammonisce, ma non si attua per altre specifiche di ammonizione (fallo violento, ecc...); sulla rimessa in gioco da parte dell'arbitro i giocatori dovranno rispettare la distanza di 4 metri, pena ammonizione; in caso di rigore, se il portiere commette infrazione e chi calcia sbaglia, la massima punizione verrà fatta ripetere solo se l'infrazione del portiere ha effettivamente condizionato il calciante; chi tocca due volte consecutive il pallone battendo un calcio di punizione determinerà una punizione indiretta in quel punto per la squadra avversaria, se poi col secondo tocco interrompe un'azione importante il giocatore falloso sarà da ammonire, se interrompe una chiara occasione da gol sarà da espellere, e ciò riguarda anche il portiere (esempio: su una rimessa dal fondo il portiere indirizza palla verso un compagno ma calcia debolmente, quindi per evitare l'intervento dell'attaccante avverario tocca una seconda volta il pallone, impedendogli di prenderne possesso: l'arbitro fischierà una punizione a due in area in favore dell'attaccante ed espellerà il portiere).

- REGOLA 16, CALCIO DI RINVIO: si ribadisce l'irregolarità del flick-up (il portiere da calcio di rinvio alza il pallone verso un compagno, che gliela ritorna di testa, petto o coscia, consentendogli di prenderne possesso con le mani e ricominciare così l'azione), ma senza che venga punita con ammonizione, a meno di infrazione reiterata.

 

 

 

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