Cts, lente d'ingrandimento su Brescia. I dati sono da zona rossa

Redazione

Giornata cruciale per la nostra provincia. Dopo gli approfondimenti svolti dal Comitato Tecnico Scientifico è in programma un vertice tra il ministro della salute, Roberto Speranza e il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

 

L'andamento del contagio, infatti, è tornaro a preoccupare nella nostra regione, con il campanello d'allarme che è suonato soprattutto nel Bresciano, dove da giorni il virus è tornato a diffondersi superando perfino la quota vertiginosa dei 700 contagi al giorno, con gli ospedali che sono tornati in sofferenza nella gestione dei malati. Solo ieri 77 ricoveri nelle strutture della provincia. A preoccupare ci sono sopratutto le nuove varianti, soprattutto quella inglese, molto più contagiosa e veloce nella diffusione.

 

Numeri da zona rossa, insomma, che oggi potrebbe tornare a diventare una dura ma necessaria realtà. L'alternativa è una zona arancione per tutta la provincia con i Comuni più colpiti tinti di rosso. C'è anche una terza via, più complicata, con assegnazione delle zona (gialla, arancio o rossa) in base ai dati di ciascun Comune.

 

Le autorità provinciali e cittadine, nel frattempo, hanno chiesto al Governo di accelerare i tempi del piano vaccinale, rendendo il meccanismo sempre più oliato e rapido.

 

Anche il mondo del calcio è in stand by. In arancione potrebbero proseguire gli allenamenti individuali, ormai ripresi dalla maggioranza delle società sportive. Con il rosso si tornerebbe a riporre i palloni nei magazzini e potrebbero proseguire solamente le categorie di valenza nazionale. Sarebbe un grosso passo indietro, soprattutto a livello psicologico. L'ennesima mazzata sulle speranze di un ritorno alla normalità che, anche se per poco, era sembrato palesarsi all'orizzonte.