Pubblico negli stadi: il Cts gela l'entusiasmo di Governo e Figc

Redazione

Continua a tenere banco in Italia la questione in merito alla riapertura degli stadi, chiusi ormai da oltre un anno ad esclusione di un breve periodo di tempo durante il quale erano ammesse mille persone negli impianti.

 

Poco più di una settimana fa il sottosegretario al Ministero della salute, Andrea Costa, aveva rilasciato un'intervista a una emittente radiofonica dichiarando che, in vista degli Europei "c’è una richiesta della FIFA mirata a garantire una certa presenza di tifosi negli stadi. Io credo che, se rispetteremo i nostri piani, si possa tornare non solo negli stadi, ma anche in maniera graduale ad una vita normale. Voglio chiarire che il Governo è il primo che vorrebbe riaprire tutto e subito". 

 

L'altroieri, ossia martedì 6 aprile, dal quartier generale della Figc avevano esultato dopo la lettera inviata dal Governo, che dava il suo consenso all'apertura dell'Olimpico in vista della rassegna continentale in programma da giugno. Il Ministro della Salute Speranza, infatti, aveva scritto al presidente Gravina dando il suo via libera e affermando che sarebbe toccato al Cts chiarire i protocolli che consentono di svolgere in sicurezza gli eventi.  

 

Ma ecco che ieri, proprio il Cts, ha gelato l'entusiasmo e la richiesta della Uefa, che aveva chiesto alle federazioni di confermare entro il 7 aprile l'impegno ad ospitare gli Europei garantendo la presenza di una percentuale di pubblico. Il Comitato Tecnico Scientifico ha infatti manifestato il proprio apprezzamento per lo sforzo degli organizzatori, ma a causa dell'attuale situazione epidemiologica e dell'impossibilità di prevedere l'andamento a giugno, è praticamente impossibile esprimere un parere certo.