"Un dolore immenso". Pavoniana in lutto per la morte di Fulvio Sanna

Redazione

Ci sono notizie che non si vorrebbero mai scrivere, giorni in cui i telefoni squillano lasciando gli interlocutori in silenzio, attoniti, dopo una manciata di parole.

 

Oggi è questo il clima che accompagna la nostra redazione e tutto il mondo del calcio bresciano, raggiunto in mattinata dal tragico annuncio della scomparsa di Fulvio Sanna, direttore sportivo e figura di riferimento della Pavoniana.

 

"Un dolore immenso ha colpito tutta la nostra famiglia" si legge sulla pagina Facebook biancoblù. Un vuoto che toglie il fiato, con i presidenti Gualtiero, Umberto e Stefano Cervati che si limitano a poche ma significative parole: "In questo momento possiamo solo dire grazie a Fulvio per tutto ciò che ha fatto per tutti i giovani della Pavoniana".

 

Il suo operato era costante e meticoloso, carico di entusiasmo e consapevolezza. Sapeva di occuparsi di qualcosa di estremamente prezioso, come ci raccontò nell'intervista dello scorso 27 febbraio: "Dopo famiglia e scuola, lo sport è l'ambiente più importante per i ragazzi. Sui nostri campi trascorrono molte ore, crescono e sviluppano se stessi e una miriade di relazioni. Siamo quindi referenti decisivi per la formazione degli uomini di domani".

 

Una convinzione che ha sempre accompagnato l'attività sportiva di Fulvio Sanna, animata da passione e professionalità. Aveva 63 anni e da un anno era in pensione dopo una carriera da rappresentante. Si era così focalizzato sulla "sua" Pavoniana, dove iniziò da ragazzo, nei panni di giocatore, per poi proseguire nelle vesti di allenatore delle giovanili. Ci fu anche una parentesi a Ciliverghe, dove allenò in Prima squadra, ma aveva il Pavone tatuato sul cuore e preferiva dedicarsi a bambini e ragazzi, lavorando dietro le quinte. Una volta tornato a casa iniziò un percorso dirigenziale decennale come direttore tecnico prima e direttore sportivo poi di uno dei settori giovanili più brillanti e organizzati della provincia.

 

In molti, oggi, lo ricordano con gli occhi lucidi. Amico o rivale, maestro o compagno, riferimento o collaboratore. Da qualunque prospettiva si pensi a lui resta la certezza di aver perso una persona che ha inciso nel segno della qualità all'interno del nostro movimento.

 

Lascia la compagna, un figlio e una figlia, ai quali va l'abbraccio virtuale, ma sincero, della nostra redazione.