Un algoritmo per il calciomercato: l'idea di Francesco Zanardini, ds del Breno

Redazione

"Quel ragazzo ha i numeri", si diceva. Oggi quella frase potrebbe avere un significato ancora più attinente al letterario. Francesco Zanardini, ex giocatore (tra le altre) di Brescia e Lumezzane, oggi direttore sportivo del Breno, durante il lockdown si è inventato un metodo tutto suo per valutare i giocatori da scegliere in sede di calciomercato: affidarsi ad un algoritmo.

 

Come rivela nell'intervista rilasciata pochi giorni fa a Fabrizio Caianiello, collaboratore della scuderia di Gianluca Di Marzio (figlio dell'ex allenatore Gianni e massimo esperto di calciomercato italiano), l'idea nasce da una duplice necessità: continuare a fare il proprio mestiere durante la clausura imposta dal virus, preparandosi al meglio alla ripresa di quest'anno (la Serie D, assieme all'Eccellenza, rientrata in corsa con una nuova formula, è l'unico campionato dilettantistico regolarmente proseguito dopo la seconda ondata di ottobre 2020); aiutare la sua società ad investire al meglio i propri soldi, facendo cadere le scelte su calciatori di valore reale, evitando gli sprechi. Per i cinefili, qualcosa di simile a quanto raccontato in "Moneyball - L'arte di vincere", film del 2011 che romanza l'esperienza del visionario general manager degli Oakland Athletics di baseball americano, Billy Beane.

 

Così, prima studiando i match su Wyscout - piattaforma che mette a disposizione dei suoi clienti match di ogni categoria -, poi, quando di nuovo possibile, osservandoli dal vivo, Zanardini ha accumulato una grande quantità di dati e statistiche che, orientate secondo un ragionamento quantitativo e qualitativo, hanno dato vita ad un algoritmo, un criterio di selezione basato fondamentalmente sui numeri. Tra i parametri di gioco analizzati ci sono ovviamente i gol segnati, ma anche i contrasti, i dribbling, i duelli vinti, le partite disputate, il tipo di avversario e molto altro. Tutti questi dati generano un indice di prestazione; mettendo in fila le varie prestazioni si valuta la variazione di prestazione, cioè la costanza di rendimento, chiamata indice di variazione. Associando indice di variazione ed indice di prestazione si arriva ad un numero, che rappresenta il valore del giocatore.

 

Un esempio: confrontando Haaland e Salah, constatiamo che il norvegese ha un indice di prestazione più alto (60,61 contro 54,77), ma l'egiziano ha una variazione più stabile (1,24 contro 1,35: in questo caso vale di più la cifra più bassa); il talento del Borussia è esplosivo, ma la costanza di rendimento della stella del Liverpool incide notevolmente sul valore finale. Poi c'é Leo Messi, il migliore per distacco in tutti i parametri (1,07 di i.v., 121,48 di i.p.).

 

In attesa di brevetto, Zanardini punta a crescere nel e col Breno, senza trascurare un'ambizione importante, quella di portare il suo metodo in Serie A.