I finalisti al premio di miglior giocatore d'Eccellenza: Guerini e Minotti

Un’ala vecchio stampo, un centrocampista elegante e tecnico, un giovane attaccante in rampa di lancio. C’è da lustrarsi gli occhi ad osservare il podio di Eccellenza degli Oscar del CalcioBresciano 2022. Mentre Federico Peli sale i gradini del palco per ritirare il premio, Nadir Minotti e Filippo Guerini si accomodano al tavolo delle interviste ai finalisti.

Compagno di squadra al Lumezzane nella passata trionfale stagione, Nadir Minotti ripercorre la strada che gli ha fatto conquistare sul campo la promozione in Serie D, per poi tornare al presente, all’Eccellenza, orientandosi verso la nuova casa, Cazzagobornato: “Al Lumezzane partivamo con tutti i pronostici a nostro favore, cosa che non è sempre facile da gestire; siamo bravi a creare subito un bel gruppo. Avevamo tanta qualità ma pochi egoismi. A Cazzago la realtà è diversa, così come le ambizioni. Siamo partiti come nessuno si aspettava, centrando tre vittorie nelle prime tre giornate. Il gruppo già c’è, ma l’obiettivo rimane salvezza. Cosa posso dare io a questa società? Posso portare esperienza, il mio vissuto, ed aiutare i giovani ad esprimersi e maturare. La parola chiave dev’essere come sempre ‘armonia’”.

Filippo Guerini ha mandato in archivio la stagione della rinascita (nonostante la sua giovane età). La sua produzione in termini di gol e giocate decisive ha spinto il Rovato verso l’alto e l’Offanenghese ad investire in estate sul suo talento. Agli Oscar arriva col sorriso, ma anche con un braccio ingessato: “Mi sono rotto un metacarpo a giocare in allenamento, ma sono prossimo a toglierlo. Sono orgoglioso della stagione che ho fatto e di partecipare a questo evento. Il Rovato mi ha aiutato a riprendere i miei standard dopo un anno difficile al Franciacorta. Mi ero comunque portato via cose buone da quella esperienza: lo spogliatoio condiviso con i grandi, il gioco imparato in campo. Insegnamenti che a Rovato ho messo in pratica. A fine campionato ho deciso di cambiare, anche provincia. Mi devo ambientare, ma la società è ambiziosa e da me si aspetta tanto”.

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