Emanuele Filippini, la strada lunga è quella buona: "Ho scelto di crescere a piccoli passi, me lo consigliò Prandelli, non si sbagliava"

Aspettare il momento giusto, perché c'è un tempo per tutte le cose. Non smettere mai di lavorare, con umiltà, su se stessi. Capire che il tempo non è necessariamente un nemico da combattere e ridurre, ma un alleato da accogliere, con un quaderno degli appunti in mano e, nel caso specifico, un pallone al piede. Guardando al passato di Emanuele Filippini e, soprattutto, facendoci due chiacchiere al telefono, il mio, di block notes, si riempie velocemente. E gli spazi bianchi vengono occupati da pensieri di quella matrice.

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