Bonatti oggi torna a Brescia con la sua Lazio Primavera: "Metà dei miei giocatori sono stranieri, mi arrangio per essere capito. Ma con me conta solo il campo"
E' un tipo carismatico, di certo non uno che passa inosservato. O che si arrende facilmente. Andrea Bonatti, 33 anni, alla prima esperienza da capo allenatore, oggi sarà al San Filippo per affrontare il Brescia con la sua Lazio Primavera. Preparatore atletico di Leonardo Menichini e di Roberto De Zerbi (a Darfo Boario), dell'ex spalla di Mazzone è stato vice nell'ultima esperienza a Salerno conclusasi con la salvezza in Serie B dopo un'annata travagliata e infuocata, nella quale anche lui è passato alla cronaca per le 4 espulsioni. Ha conseguito il patentino di allenatore nel 2015 e Lotito gli ha dato fiducia a Roma. Ripagata, per ora. Dopo 5 giornate e un precampionato burrascoso, nel quale la sua squadra è passata alle cronache più per il caso Cardelli (il giocatore che ha lasciato la sua squadra, a suo dire, "per la presenza di troppi stranieri") e per gli infortuni in serie, viaggia alla media di 2 punti a partita e oggi vuole confermarsi nella sua città.

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