Altra pagina triste nel calcio femminile: giocatrici ammonite per lo striscione di protesta durante la Supercoppa, società multate: "Non avevano chiesto autorizzazione"

Prima della Supercoppa femminile, svoltasi sabato a Castiglione delle Stiviere, Brescia e Verona hanno protestato per rivendicare i propri diritti, calpestati a più riprese negli ultimi mesi. E la federazione le ha ammonite tutte, multando pure le due società: Brescia e Verona, con 50 euro di sanzione pecuniaria a testa. Purtroppo non è una barzelletta, nemmeno stavolta, per il calcio in rosa, copertosi di ridicolo e non per colpa delle proprie interpreti, unite nella lotta come in quello striscione, esposto insieme a centrocampo: "Ci sono punti da conquistare che valgono più di quelli in classifica".  Era andata più o meno allo stesso modo lo scorso maggio, dopo la finale di Coppa Italia vinta dal Brescia che preferì farsi premiare dalle avversarie del Tavagnacco piuttosto che dal presidente in pectore Cosentino, reggente da due giorni dopo le dimissioni di Felice Belloli per quel "lesbiche" che aveva (giustamente) fatto gridare allo scandalo.

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