Blanchard, l'uomo del giorno, a Salò non fu capito: Pasini lo amava, Remondina di meno. Savoia racconta l'amico: "Qualità evidenti, aveva bisogno di una piazza più grande"

E' il giocatore del giorno, sulla bocca di tutti. Leonardo Blanchard, l'ammazza Juventus all'ultimo secondo, l'uomo del primo punto storico in Serie A per il suo Frosinone. Ora il grossetano, italianissimo dal cognome francese ereditato dal nonno che dopo la Seconda Guerra Mondiale si stabilì in Toscana, impazza sulle prime pagine e sui siti web (anche per la sua dichiarata fede juventina). Ma, fino a 3 anni fa, giocava alla Feralpisalò (un'unica annata, prima di approdare appunto al Frosinone dall'estate 2012) e non era nemmeno un titolare inamovibile. Qualcuno sussurra, ad esempio, che a un certo punto della stagione dovette intervenire il presidente Pasini in persona per bloccare la sua retrocessione in Berretti, punizione voluta da mister Remondina che non apprezzava troppo alcuni comportamento baldanzosi sul campo del difensore. In effetti, qualche insufficienza fioccò in una stagione nella quale i gardesani si salvarono all'ultima giornata in Lega Pro vincendo a Lanciano.

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