Fausto Inverardi, l'Easy Rider del calcio bresciano con il pallone tatuato sul cuore. "Voglio la promozione con il Saiano. Se non arriverà sarà colpa mia"

Cielo e asfalto. Un biker e la sua Harley Davidson. Nelle orecchie i Depeche Mode, nel cuore un desiderio di libertà. Potrebbe essere l'incipit del film Easy Rider, invece è il giorno perfetto di Fausto Inverardi, direttore sportivo del Saiano: "Se c'è il sole giro in moto anche a gennaio, spesso ci vado a vedere la squadra. È parte di me. Capisci cosa significa solo quando sali in sella la prima volta e ti sleghi da abitudine rilassandoti profondamente. Spesso parto senza una meta facendomi 7-8 mila chilometri in solitaria. Tenda, sacco a pelo e uno stile di vita che rigenera".

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