Il futuro del Brescia è una partita a scacchi. Cavagna c'è, ma aspetta la mossa di Corioni. Sullo sfondo Ubi Banca e Bonometti, acclamato dalla tifoseria

Dallo spettro del fallimento al lumicino di una nuova speranza. Dopo la retromarcia di Marco Bonometti – che starebbe studiando un piano B – è Livio Cavagna a riportare ottimismo all'ombra del Cidneo. L'imprenditore valgobbino ha incontrato il sindaco Del Bono (mediatore tra le parti in causa) ma davanti ai microfoni di Teletutto ha temporeggiato affermando: "Il Brescia è nelle mani di Corioni. Quando le chiavi saranno nelle mani del sindaco farò la mia proposta, per ora non posso dire nulla".
La partita più importante per la salvezza del club, intanto, si gioca sul terreno di Ubi Banca come ha affermato il sindaco Del Bono: "Il futuro del Brescia è in mano all'attuale proprietà e ad Ubi. Il tempo stringe ma c'è speranza perché c'è chi si è messo a disposizione per evitare il peggio. Corioni? Il suo atteggiamento ha complicato le cose. Cavagna c'è e non è il solo che ha a cuore il destino del Brescia, e questa è una bella notizia".
L'obiettivo primario è l'iscrizione al campionato di Serie B, al quale dovrà fare seguito l'inizio di una nuova esperienza societaria. Ci sono pochi giorni di tempo per una svolta storica indispensabile.
Intanto la Curva Nord ha affisso alcuni striscioni fuori dall'azienda di Bonometti: "Brescia ti ama" e "Santo? No, presidente subito" i messaggi recapitati al massimo dirigente di Aib.

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