Sandro Calori meritava un commiato diverso: "Ma un giorno tornerò". Grazie Sandro

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Un uomo come Sandro Calori, che ha portato il Brescia a una salvezza tranquilla dopo aver preso la squadra in zona play out e dodici mesi dopo l'ha issata ai play off oltre i propri limiti, meritava un addio diverso.

Una telefonata, nemmeno del presidente Corioni bensì di Andrea Iaconi (il primo a volere l'arrivo del pupillo Marco Giampaolo), per dirsi addio. L'uomo Calori, il professionista Calori, meritava altro trattamento. Lui che, in silenzio, ha accettato di tutto in questo intenso anno e mezzo. Cessioni pesanti, alcune improvvise, rinforzi mai arrivati, frecciatine presidenziali continue cui ha potuto ribattere solo con i risultati. Sul campo.

Per questo, la risoluzione del contratto - così recita il contratto ufficiale - tra le parti (ma il mister ha parlato di "arrivederci, un giorno tornerò: magari con il nuovo stadio, quando giocheremo le coppe europee") è parsa brusca. Ma nel calcio, si sa, la forma conta poco o nulla. Serve la sostanza. Calori lo sa ed era riuscito ad apportarne parecchia al suo Brescia.

 

 

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