DOPPIA CIFRA, Andrea Crescini e la sua super Calvina: “E’ la mia migliore stagione e il miglior gruppo con cui abbia giocato”
La Calvina ha tre marcatori in doppia cifra e uno (Prandi) potrebbe aggiungersi a breve, essendo a quota 9: oltre ad Andreoli e Zini, ad arrivare a quota 10 gol domenica scorsa è stato Andrea Crescini, consacratosi anche lui nella stagione corrente insieme a tanti altri compagni, plasmati dalla sapiente guida di Ennio Beccalossi.
Tocca a lui, quindi, compilare questa settimana la scheda dei bomber:
Prima Categoria, il borsino: Coccaglio e Bagnolese, neroverdi in rinascita. Pozzolengo, segnale di resa?
Pozzolengo, Gonzato tentato dalle dimissioni ma resta in panchina. Fasanini smentisce le dimissioni: “Mai presentate alla società”
Due sconfitte diverse, ma entrambe che hanno lasciato un segno. La tensione per la la lotta salvezza ha fatto il resto. Così domenica, a fine partita, sia Pozzolengo (Prima Categoria girone H) sia Erbusco (Seconda Categoria girone D) hanno rischiato di dover cambiare allenatore a 4 giornate dal termine. E sarebbe stato il terzo cambio dell’annata.
Classifica marcatori dilettanti: volata in tutte le categorie, solo França e Paghera sembrano al sicuro
Futura Breno, speciale Promozione – Alle radici del trionfo granata: dal dna camuno che scrive la storia al public speaking di mister Giorgi
Primi anni ’80, Brescia, anzi, Valle Camonica. Una squadra che veste colori granata sta facendo parlare di sé, i nomi dei giocatori e i numeri dei risultati aleggiano nella Valle e muovono la curiosità di molti. Jerry Fiorini, Beppe Nicoli ed Edo Conti, passandosi il testimone in panchina, hanno appena portato il Breno dal fondo dei dilettanti fino ad una Promozione in cui, allora, il livello era parecchio raffinato. Da sempre, dalla sua fondazione nell’immediato secondo dopoguerra, la squadra di calcio del paese aveva avuto quell’aura magnetica in grado di trascinare tutta la cittadina. Così fu anche in quel 1983 e negli anni successivi. Se entrate in qualche bar, ve lo confermeranno i brenesi stessi, quelli meno giovani. Ve lo spiegheranno loro che aria si respirava al “Tassara” e dintorni in quelle stagioni.