Mercato, ancora 24 ore. Colpacci nel pomeriggio: Torri a Darfo, Bacchiocchi alla Verolese, Lazzaroni all’Atl.Garda, Pezzottini al Prevalle. Ciasca a Bedizzole? Domani gran finale

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Mancano 24 ore alla chiusura del mercato invernale e le trattative si infammano tra i dilettanti, dopo una prima parte frizzante e una seconda più lenta. Ora è tempo di sprint e i pezzi migliori sul piatto hanno già trovato collocazione oggi.

Partiamo dall’Eccellenza, in ordine di categoria. Si attendeva un colpo del Darfo Boario e arriverà domani: è Fabio Torri, con il quale i camuni hanno trovato oggi un accordo sulla parola che domani verrà finalizzato. E’ il primo dei big del Travagliato a trovare collocazione, ma lo seguirà a brevissimo Lazzaroni che ha già trovato l’accordo con l’Atletico del Garda. Spiazzato il Ghedi di Avanza, che ora ha due soluzioni per la difesa: Versaci, possibile uscita sul fronte Rigamonti Castegnato (ma il giocatore vorrebbe rimanere), oppure Othman El Jahouari, che qui potrebbe rilanciarsi (lo cerca pure il Lodrino). Alle Furie Rosse il nuovo direttore sportivo sarà Ferdinando Bruno, deciso a non mollare e promosso dal settore giovanile per quella che sembra una missione impossibile. A proposito di giovani: avventura affascinante per il baby portiere del Lumezzane, Guagnetti, rientrato da un infortunio terribile. Si aprono per lui le porte della Serie D: da domani provino a Vibo Valentia, settimana prossima sarà testato dal Villafranca. Auguri sinceri.

Travagliato, esodo annunciato: i rimborsi non sono arrivati neanche ieri, è tana libera tutti. Si va avanti con i giovani?

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Vivremo un Palazzolo bis? Il Travagliato ha qualche punto in più in classifica rispetto alla squadra allenata l’anno scorso da Massolini, ma la sostanza non cambia: a metà stagione, i problemi economici del club sfrondano la rosa dei “vecchi” e lasciano il gruppo con i ragazzi del vivaio. E’ questa, anche se la società fa sapere di essere alla ricerca di nuovi fondi e nuovi acquisti, la prospettiva sempre meno ipotetica e ormai molto reale che si sta facendo largo all’Aurora. Club storico del nostro calcio, ma in grave difficoltà. Non da oggi, anche se il dramma societario è emerso nelle ultime settimane in maniera netta senza che nessuno provasse a negarlo.

Seconda Categoria, il borsino: Verolavecchia strappa record, Sant’Andrea in vena di miracoli, il Solleone continua a non splendere

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Tempo di borsino per le squadre di Seconda Categoria. Diviso per ogni categoria, il nostro borsino analizza le dinamiche delle formazioni bresciane già nelle ore successive alle partite della domenica. Dividiamo le squadre prescelte in conferme,sorprese,delusioni. Queste le nostre relative all’ultimo turno:
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Santacroce, ve lo ricordate? E’ ancora svincolato: “Mi sono proposto gratis al Napoli, in Serie A mi rilancerei senza stipendio. In B? Anche a 80 mila euro…”

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Fabiano Santacroce è un difensore che Brescia ha coccolato e amato quando era giovane, prima di vederlo partire per Napoli con un bell’assegno (circa 7 milioni) staccato dal presidente De Laurentiis che a Corioni doveva un favore per la cessione a prezzo scontato (5.5 milioni) di Hamsik. Gli prese anche Mannini in quella sessione di mercato, era il 2007-08. Ora, dopo l’ultima stagione a Parma in Serie A da semi-titolare ma con un fallimento del club pendente, il difensore classe 86 è rimasto senza squadra e ha raccontato oggi al Corriere dello Sport la sua nuova vita da disoccupato.

Mattei, altro capitolo della telenovela: il Darfo non trova il sostituto e non concede la lista, saltata la cessione al Crema

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Si scrive Marco Mattei, si legge telenovela. Vi avevamo scritto venerdì della cessione già avvenuta, con accordo condiviso da tutte le parti per la sua partenza in direzione Crema. Il giocatore, domenica, non è stato peraltro schierato da Del Prato nella sconfitta del Darfo contro il Brusaporto. Ma i camuni, pur sondando diverse piste, non hanno trovato fino a ieri sera un giocatore dello stesso livello da inserire in rosa: ultimo tentativo con Bigatti, senza troppa convinzione. Alla fine, quindi, hanno deciso di non concedere la lista per il trafserimento al giocatore: l’affare con il Crema è saltato.

Il dato: senza prenderle troppo sul serio, uno sguardo alle statistiche di questa prima metà di stagione

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In ordine di mendacia, ci sono bugie, grandi bugie e statistiche. Mark Twain, uno dei tanti padri di questa citazione, non ha però mai avuto a che fare col mondo dei dilettanti del calcio, fatto di portieri che contano i minuti di imbattibilità, di attaccanti che si segnano sul taccuino tutti i gol dai tempi dei pulcini e di mister che gonfiano il petto per i dati sul possesso palla (siamo sicuri che qualcuno ha trovato il modo di conteggiarli). Chiaramente, noi di CalcioBresciano.it siamo parte integrante di questo mondo.

L’identiquota: il profilo dei migliori giovani made in Brescia. Puntata numero 10: Ivan Bonassi

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Un giocatore che ha tra gli obiettivi quello di far divertire il pubblico non può essere un giocatore banale. Domenica a Prevalle erano tutti contenti, un po’ per il 4-1 inflitto al Real Dor, un po’ per la relativa conferma in zona playoff, ma anche per le due gemme incastonate in rete dal numero 11 di casa. Provenienza Ciliverghe, Neymar come idolo e modello, Ivan Bonassi è l’Identiquota della settimana. Il futuro è tutto lì da scrivere, però, come lui stesso ammette, serve crescere non solo in campo, ma anche dal punto di vista fisico. 55 chili sono pochini. I muscoli arriveranno, per ora godiamoci il talento.

Antonini lascia il Dor, è fatta al Calcinato: “Lascio una grande famiglia, stava diventando la mia vita. Per questo voglio tornare a fare solo il calciatore”

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Era uno dei pochi giocatori-bandiera dei dilettanti. Dicevi Real Dor e pensavi subito ad Andrea Antonini. Da 5 anni, non da ieri. Da oggi, invece, non sarà più così. Il centrocampista lascia la società bresciana, paradossalmente per troppo amore: “Una grande famiglia, nella quale avevo portato anche tanti miei amici quest’estate. Ero più di un giocatore, ormai, il Dor stava diventando la mia vita e in campo ero sempre agitato, non ero lucido. Nel calcio servono dei ruoli e io sono un giocatore. Non puoi aiutare se c’è di mezzo l’amore per i tuoi amici, il giocatore deve fare solo il giocatore, per questo a malincuore me ne vado e la società ha capito. Sono stati dei signori, dal presidente al mister“.