Gino Corioni, oggi, potrebbe – anzi dovrebbe – non essere più il presidente del Brescia. Ubi Banca, nella riunione di ieri sera cui ha partecipato insieme al legale Ghirardi e alla figlia Antonella, ha confermato di poter e voler iscrivere la squadra al campionato commissariandola, di fatto, ma garantendo le pendenze economiche ancora in essere (fideiussione, stipendi arretrati). A un patto. Che l’attuale numero uno di via Bazoli levi il disturbo dimettendosi.
Decisione difficile, attesa, ma obbligata. Non ci sono vie d’uscita. L’attuale gestione non può continuare. Arriveranno comunque delle cessioni per fare cassa, ma il nuovo presidente sarà Luigi Ragazzoni, un dottore commercialista già presidente del collegio sindacale del club. Un uomo di fiducia della banca, una garanzia, che conosce anche i conti disastrati della società e dovrà provare a traghettarla.
La squadra, intanto, ieri ha effettuato le prime visite mediche e attende di partire per il ritiro di Spiazzo. In un clima di incertezza generale, sembra tuttavia che il nuovo allenatore resti Iaconi per mancanza di alternative. Se arriverà un nuovo presidente, poi, vaglierà la situazione. Qualora fosse Livio Cavagna, ad esempio, ha già ammesso che gli piacerebbe riportare Marco Giampaolo con cui c’è già un accordo di massima. Non è questa, tuttavia, ora la priorità. C’è da salvare il Brescia. Se Corioni lo vuole. Il passo indietro spetta a lui.