Agli spagnoli del Logroño il primo torneo delle città gemellate, ma a Fiumicello vince lo sport

"Tutti coloro che conquisteranno la gioia dovranno dividerla. La felicità è nata gemella". Questa frase del poeta inglese George Gordon Byron è diventata il motto del torneo internazionale che si è chiuso domenica a Fiumicello, dove per la prima volta nella storia dei gemellaggi imbastiti dal Comune di Brescia è stato il calcio a fare da traino per seminare amicizia, scambio culturale e solidarietà.
Tre lingue diverse, inni nazionali, bandiere e fuochi d'artificio hanno acceso l'oratorio cittadino per un evento indimenticabile che ha lasciato il segno. Quella che sembrava una missione difficile, a detta di molti impossibile, è divenuta realtà anche grazie al Csi Brescia, che dopo l'unione d'intenti con la Loggia ha coinvolto nel progetto "Gemelli per Sport" il Gruppo Sportivo, i volontari fiumicellesi e gli Alpini di via Panigada.
All'invito risposto "presente" le formazioni Under 17 della Escuela de Fùtbol Logroño (Spagna) e della Bethlem Football Academy (Palestina). Da Darmstadt è arrivato l'inatteso forfait a pochi giorni dal fischio d'inizio, ma la delegazione tedesca ha comunque partecipato all'incontro di venerdì mattina, un'importante tavola rotonda dedicata a sviluppare progetti futuri facendo squadra tra le città gemellate.

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