Addio Corioni. Società affidata a Luigi Ragazzoni e all'avvocato Zaglio, traghettatori verso una nuova era

La svolta tanto attesa è arrivata, e quella di ieri resterà una giornata storica per la Brescia del pallone, anche se il futuro è ancora da costruire.
La cosa certa è che l'era Corioni è finita dopo 25 anni al timone della società. L'ex numero uno di via Bazoli sarà ancora padre ma non padrone del club, visto che il revisore dei conti Luigi Ragazzoni si occuperà degli aspetti economico-finanziari e Andrea Zaglio traghetterà la società nelle mani di una nuova proprietà, come stabilito da Ubi Banca.
La spada di Damocle del 15 luglio non pende più sulla testa della Leonessa grazie all'unione di intenti tra i diversi protagonisti della vicenda. Marco Bonometti ha firmato un assegno come sponsor e Ubi Banca ha coperto i 4 milioni necessari per scongiurare l'incubo di tutti i tifosi bresciani: lo scivolone tra i dilettanti. A fare da garante Gino Corioni, che ha messo sul piatto le sue quote azionarie come copertura.
Ora si torna a respirare, in attesa che una nuova dirigenza appaia all'orizzonte dando il via ad una nuova era, auspicata e festeggiata ieri sera in piazza Repubblica dai tifosi, che dovranno comunque munirsi di parecchia pazienza. Quella che inizia oggi pomeriggio con la partenza per il ritiro di Spiazzo sarà un'annata di assestamento, in cui l'economia avrà la priorità sul campo, come affermato ieri da Ragazzoni, che ha comunque spronato Caracciolo e compagni a dare tutto per arrivare più in alto possibile. A guidare la squadra ci sarà Ivo Iaconi, per la cui firma è ormai questione di ore.

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