Mario Beretta racconta la sua nuova vita: "Dirigo i giovani del Cagliari perché voglio crescere persone. Senza l'assillo dei 3 punti. Ma i ragazzi di oggi hanno meno passione per il calcio"

"Mi sento molto vicino a De André. Vado in direzione ostinata e contraria. C’è chi vive con l’assillo dei tre punti, io sono contento di non averlo più. Sono qui per provare ad allevare bravi calciatori. Vorrei diventassero anche brave persone". Inizia così il racconto di Mario Beretta, nella nostra provincia prima al Lumezzane e poi al Brescia (esonerato in entrambi i casi) al Corriere della Sera. Parla della sua nuova vita, da responsabile del settore giovanile del Cagliari e non più da allenatore. Le logiche del calcio moderno lo avevano stufato, così ha deciso di fare un passo indietro lungo 30 anni ricominciando dai ragazzi: a Cagliari e non a Milano, da dove aveva iniziato al Centro Giovanile Schuster.

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