Addio Presidente - Il commosso silenzio di Maifredi, la lucida testimonianza di Hübner: "Entrambi schietti, ci siamo sempre rispettati, anche negli scontri"

Non aveva il tocco di palla di Guardiola, non l'eleganza di Baggio, né il genio di Hagi o il "dna bresà" dei Filippini, ma nemmeno il destino scritto di Toni. Eppure per i bresciani Dario Hübner è stato amato almeno al loro pari, per il suo stile ruvido ed umile, per il suo viso che non nascondeva secondi fini, per quel misterioso talento nel buttarla dentro. Capocannoniere nelle prime tre serie italiane: come lui solo un altro zingaro della provincia come Protti. Igor e Tatanka, richiami vichinghi ed indios per giocatori dallo spirito indigeno, verace. Ma anche i bisonti, dentro alla loro stazza imponente e in fondo a quegli occhi imperscrutabili, hanno un cuore che sa onorare chi è stato, per tanti anni, un apprezzato capo branco.

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