Cellino show, senza peli sulla lingua in conferenza stampa. "Il calcio italiano è malato, spero di aiutarlo. Serie A? Ci penso, ma non ho fretta. Tra 24 mesi vedremo dove saremo, e mi direte chi sono. Lo stadio? Fosse per me lo starei già buttando giù"

E' stato un debutto a dir poco scoppiettante quello di Massimo Cellino. 67 minuti di conferenza stampa alla Club House di Mompiano, dove il nuovo presidente biancoblù - che ha preferito definirsi "il primo schiavo del Brescia" - ha spaziato a 360 gradi su svariati argomenti: dalla trattativa con Bonometti al mercato, passando per recente passato, presente e futuro della Leonessa, stadio, campagna abbonamenti, settore giovanile e la rivalità con l'Atalanta, senza lesinare bordate al sistema calcio nostrano. Bando al politically correct, finale con sigaretta accesa e motivazioni da vendere. Ecco tutti i passaggi chiave del Cellino pensiero.

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