Le Leggende del Brescia: l'11 storico delle Rondinelle

Il grande ritorno in Serie A da parte del Brescia ha emozionato sicuramente tantissimi tifosi delle Rondinelle, che non vedono l’ora di poter nuovamente vedere allo stadio le compagini più forti in tutta Italia, magari dopo un mercato di alto livello.

 

Eppure, il Brescia è una di quelle società finite nel purgatorio della Serie B dopo che negli anni Novanta era stata una bellissima realtà della massima serie del campionato italiano. Un motivo su tutti: ha sfornato numerosi talenti, oppure li ha “ringiovaniti”, che hanno poi vestito la maglia delle più prestigiose squadre italiane ed europee.

Nell’immaginario collettivo, il Brescia è sempre stato una squadra con dei fantasisti di alto livello: sarà l’aria che si respira da queste parti, ma tant’è che al Rigamonti sono passati calciatori che hanno scritto la storia del calcio mondiale. Gente del calibro di Pirlo, Roberto Baggio, Pep Guardiola, solo per citarne alcuni. Brescia, però, è stata anche la “patria” dei bomber di razza, quelli che hanno segnato caterve di gol nelle cosiddette “piccole”. Ci riferiamo, ad esempio, a giocatori di livello come Hubner, Caracciolo e Toni.

Un attacco atomico
Tra i più grandi calciatori che hanno scritto la storia del Brescia non possiamo che partire da Roberto Baggio: il “Divin Codino”, soprannome tra i più belli della storia del calcio insieme a “Batigol” e “La formica atomica”, ha segnato la bellezza di 45 reti in quattro stagioni con la maglia delle Rondinelle, di cui ben tre con in panchina il mitico Carletto Mazzone. Subito dietro uno dei pochi italiani in grado di vincere il Pallone d’Oro troviamo uno che ha segnato reti a non finire con la maglia del Brescia, ovvero “l’Airone” Andrea Caracciolo, protagonista di ben 170 reti con questa maglia, probabilmente uno dei record più complicati da battere nel futuro per qualsiasi nuovo bomber che vestirà la maglia del Brescia. Nonostante i più giovani sicuramente non lo conoscano, prima di Caracciolo il più grande bomber della storia del Brescia è stato Virginio De Paoli, con 102 reti all’attivo. E se continuiamo a parlare di bomber di provincia, allora non si può davvero non fare riferimento a Dario Hubner: con la maglia delle Rondinelle ha vissuto gli anni più fulgidi della sua carriera ed è stato in grado di timbrare il cartellino per ben 75 volte.

Pep Guardiola
Al giorno d’oggi, Pep Guardiola rappresenta il sogno proibito di tutti i tifosi della Juventus, desiderosi di poter vedere l’ex tecnico del Barcellona sulla panchina bianconera dopo l’addio a Massimiliano Allegri. Secondo la nota agenzia di stampa Agi, Guardiola sarebbe in procinto di firmare con la società guidata dal presidente Agnelli, ma in realtà le voci sono contrastanti e altri addetti ai lavori mettono in cima alla lista il nome di Maurizio Sarri, ex tecnico del Napoli. Ebbene, per chi non lo sapesse, Guardiola ha giocato proprio con la maglia del Brescia negli ultimi anni della sua carriera e si era trovato talmente bene nella città lombarda che, qualche tempo fa, parlò della sua disponibilità, un giorno, ad allenare il Brescia anche gratis.

Quanti campioni a centrocampo: da Pirlo ad Hagi
Campione del mondo, campione d’Europa, scudetti a non finire, qualsiasi tipo di trofeo l’ha portato a casa: stiamo parlando di Andrea Pirlo, uno dei talenti più splendenti prodotti dal calcio italiano nel corso degli ultimi vent’anni. Purtroppo, però, Pirlo è stato uno di quei campioni che i tifosi del Brescia hanno potuto ammirare con meno frequenza, dal momento che dopo 47 partite con la maglia delle Rondinelle il buon Andrea ha mollato gli ormeggi per approdare nei più grandi top team italiani. Dando un’occhiata agli altri giocatori che hanno scritto la storia del Brescia troviamo tantissimi centrocampisti, tra cui i fratelli Filippini, l’attuale allenatore dell’Under 21 Luigi Di Biagio, l’ex Palermo Eugenio Corini, il mitico calciatore romeno Georghe Hagi, che militò anche nel Real Madrid e nel Barcellona, uno dei trequartisti più forti di tutti gli anni Novanta, anche se con un carattere molto difficile.

 

In porta e in difesa
A difendere la porta troviamo un vero e proprio baluardi degli anni Duemila, ovvero Luca Castellazzi, uno dei migliori insieme a Cervone, Srnicek e Cusin. Nella retroguardia impossibile non ricordare Daniele Adani, il compianto Vittorio Mero, Marek Kozminski e Fabio Petruzzi.

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