Perché le prestazioni possono calare dopo il Covid-19?

È passato quasi un anno e mezzo da quando l’OMS ha annunciato l’inizio della pandemia di coronavirus.

Il Covid-19 è molto più pericoloso dell’influenza nella sua imprevedibilità, maggiore mortalità e percentuale di forme gravi, con presenza di complicanze e un periodo di recupero più lungo.

Le conseguenze dell’infezione da coronavirus, talvolta, possono verificarsi diversi mesi dopo la guarigione, quando non erano più previste complicazioni. Anche per coloro che hanno sofferto l’infezione in modo asintomatico, non sempre fila tutto liscio, con ripercussioni che possono interessare il benessere psicofisico.

Il periodo di recupero è imprevedibile quanto il virus stesso. Non ci sono tempi uguali per tutti in merito a eventuali riabilitazioni, sono variabili le possibili le complicazioni e le tempistiche del loro manifestersi.

Proprio per queste ragioni molti calciatori, anche se sono guariti, non riescono ad offrire le stesse performance atletiche e sportive pre-covid. Molte società sportive decidono quindi di utilizzare smartwatch come huawei watch gt 2 46mm, che consentono di monitorare lo stato di ossigeno nel sangue in qualsiasi momento.

Il confine tra beneficio e rischio

Nel corso dell’evoluzione degli studi sul Covid-19, le raccomandazioni dei medici sportivi per riprendere l’attività fisica sono cambiate in modo significativo. Se all’inizio della pandemia si consigliava di iniziare a muoversi attivamente il prima possibile dopo la malattia, ora è tutto diverso. In letteratura, sempre più spesso iniziano ad apparire informazioni riguardanti la possibilità, anche negli atleti professionisti, di complicazioni al cuore e ai reni, oltre alla formazione di coaguli di sangue.

I medici sportivi raccomandano quindi un approccio molto attento e graduale alla ripresa dell’allenamento, aumentando lentamente i carichi di lavoro e riducendo attentamente tutti i rischi dopo aver superato test completi e approfonditi.

Prima di tutto è importante ricordare i rischi associati al cuore: miocardite, aritmie e trombosi. Queste complicazioni sono descritte come le cause di morte più comuni e probabili nello sport dopo il coronavirus.

Si consiglia alle persone che hanno avuto una malattia grave di sottoporsi a riabilitazione medica prima di riprendere l’allenamento. Le raccomandazioni per il recupero , invece, sono diverse, con i medici che devono fare molto affidamento sulla loro esperienza nel trattamento di altre condizioni con sintomi simili.

Quando gli atleti possono tornare ad allenarsi?

È sempre doveroso consultare il proprio medico e rivolgersi a un centro di medicina dello sport per attivare la procedura di Return to play.

Qual era la gravità della malattia?

I polmoni del giocatore sono stati colpiti?

Sono stati colpiti altri organi e apparati?

Ci sono state complicazioni per il giocatore durante il periodo di quarantena?

Ci sono malattie pregresse che aumentano il rischio di complicanze: diabete mellito, ipertensione, infarti e ictus, stati di immunodeficienza?

Gli specialisti indagheranno tutti questi aspetti.

In linea di massima con un decorso asintomatico della malattia le tempistiche si ritorno all’attività si attestano intorno alle due settimane dopo il test negativo. Se il paziente era invece in terapia ambulatoriale occorrerà almeno un mese e diventeranno minimo due se ci sono state complicanze e danni polmonari. Per i pazienti più gravi, collegati a un ventilatore, i tempi si dilatano dai sei mesi in su. Tempistiche che, tuttavia, possono variare di caso in caso.

 

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