Eos, fiori e palloncini per gli eventi bresciani. Il binomio vincente delle sorelle Mondini

“Cullavo un desiderio, quello di avere un negozio tutto mio legato al mondo dell’arte, dove metterci passione e creatività. Lavoravo come impiegata in un’azienda siderurgica e quella prospettiva mi pareva lontana, finché un giorno conobbi un’insegnante floreale che mi ispirò. Pensai che poteva essere quella la chiave per cambiare la mia vita. Era il 2010, mia sorella Elena si era appena laureata in design, le proposi di unire le forze e nel 2010 iniziammo la nostra avventura”.

Eos Fiori nacque così, sbocciando ad Ospitaletto. “Noi siamo di Torbole – racconta Silvia Mondinima ormai siamo ospitalettesi d’adozione. Inizialmente eravamo in una struttura molto grande, poi poco prima della pandemia ci trasferimmo qui in via Brescia. Partimmo come classico negozio di fiori, operando soprattutto nell’ambito dei matrimoni. Strada facendo abbiamo iniziato a diversificare”.

Non solo foglie e petali. I palloncini trascinano le sorelle Mondini verso l’alto. “Ci siamo accorte che erano sempre più richiesti, così dopo un’iniziale collaborazione con alcuni fornitori abbiamo deciso di integrare nella nostra realtà i due filoni: fiori e palloncini. Un ambito nuovo, che si sposava perfettamente con ogni tipo di evento. Una nuova via di business che ha reso necessarie alcune esperienze formative per fare le cose al meglio, ma che ha garantito risultati importanti”.

L’ambito dei matrimoni resta centrale. “Lavoriamo moltissimo anche con gli stranieri, soprattutto con la comunità indiana, che è molto numerosa nel Bresciano. Loro preferiscono i fiori finti, mentre gli italiani puntano esclusivamente su quelli freschi, veri. Il negozio lavora al dettaglio, ma riceviamo anche ordini online e il grosso della nostra attività riguarda eventi di ogni tipo: compleanni, baby shower, addii a celibato e nubilato, ricorrenze, feste di laurea. Siamo state tra i partner anche della scorsa edizione del gran galà del Calcio Bresciano con i nostri palloncini neri e oro”.

Una presenza vivace, colorata ed esteticamente accattivante, che lascia il segno. “Chi assiste agli eventi dove operiamo resta colpito e finisce per chiederci informazioni. Molto spesso il contatto nasce direttamente sul posto o tramite il relativo passaparola”.

L’omaggio floreale, nel frattempo, non va mai fuori moda. “Momenti come San Valentino, festa della donna e festa della mamma sono intramontabili. Il fiore donato alla donna amata, invece, è in leggero declino, ma i ragazzini e i giovani stanno riscoprendo questa bella abitudine e cresce la tendenza a regalare fiori agli uomini. Si imbarazzano quando facciamo le consegne, ma piacciono. Il fiore più venduto è sempre la rosa, non necessariamente rossa. Poi vabé, la cultura sul tema non è a livelli altissimi: i clienti tendono a chiederti i girasoli in inverno e i tulipani in estate, ma noi siamo qui apposta”.

In ambito calcistico non manca un pensiero per la squadra di casa. “Sappiamo che l’Ospitaletto sta facendo grande cose in Serie D. Tutto ciò che riguarda il paese ci coinvolge ed entusiasma. Speriamo nella promozione in Serie C, in tal caso rose e gerbere arancioni non mancano e potremmo davvero sbizzarrirci con i palloncini, con i quali possiamo creare davvero di tutto”.

Eos Fiori, ovviamente, opera su tutto il territorio provinciale e oltre. “Abbiamo preso appuntamenti per matrimoni perfino a Vestone, che è a 60 chilometri da qui. Con i clienti è fondamentale l’empatia, l’intesa, saper costruire relazioni di un certo tipo. Noi garantiamo alchimie di questo tipo, oltre a disponibilità a 360 gradi. Siamo consapevoli che lavorare in momenti speciali della vita delle persone richiede attenzione ai dettagli e una dedizione particolare, che può fare la differenza”.

Sensibilità che è necessaria anche per far funzionare le dinamiche famigliari e professionali. “Il segreto per andare d’accordo tra sorelle condividendo anche il lavoro? La sincerità. Occorre essere trasparenti e dirsi sempre le cose in faccia. Se c’è un problema, piccolo o grande, va affrontato. Nasconderlo sotto il tappeto significa solamente accumulare tensioni che, alla lunga, possono diventare deleterie. Noi facciamo così, e ha sempre funzionato. Con fiori e palloncini, poi, si sistema sempre tutto, credetemi”.

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