Luka Tomas e la Croazia: "L'esordio con l'Under 20 un momento bellissimo"

Solo la Coppa del Mondo sa far vivere certe emozioni. Tra l’euforia di un gol fatto e il disarmo di uno subìto, c’è quel senso di appartenenza e condivisione che unisce interi popoli. Mondiale Bresciano nasce con molteplici obiettivi: conoscere le storie di tanti ragazzi di origini diverse che (senza magari che ce ne accorgiamo) calpestano ogni domenica gli stessi campi del nostro calcio dilettantistico; permettere a loro di riavvicinarsi col racconto al Paese d’origine, spesso molto lontano nello spazio e/o nel tempo trascorso senza viverlo; far riemergere dentro noi, bresciani ed italiani, quello spirito mondiale di cui sopra, del quale non facciamo esperienza ormai da 8 anni. Il protagonista di oggi è Luka Tomas, difensore croato del Lumezzane, che vanta una presenza nei preliminari di Europa League.

Avvicinatosi al mondo del calcio all’età di 6 anni, e dopo una breve esperienza nelle giovanili dell’RNK Spalato, Tomas ha fatto le valigie per raggiungere l’Italia.

L’arrivo nel Belpaese

Sono arrivato al Chievo Verona all’età di 19 anni, giocavo nella Primavera allenata da Nicolato e mi allenavo con la prima squadra guidata da Di Carlo. Successivamente sono stato girato in prestito al Viareggio e sono stato fermo quasi due anni“.

Il ritorno in patria e le esperienze in giro per l’Europa

Tornato in Croazia ho giocato sia in Serie C che in Serie B. In seguito ho lasciato nuovamente il mio paese per giocare in Bosnia, in Macedonia e anche in Germania. Durante l’avventura in macedonia, con la maglia del Rabotnicki, ho anche disputato la partita di preliminare dell’Europa League: è stata un’esperienza bellissima, purtroppo però non abbiamo passato il turno. Nel 2018 sono tornato in Italia giocando alla Cittanovese, al Seregno dove abbiamo vinto un campionato di Serie D, al Fiuggi e alla Sambenedettese. Il calcio italiano è quello che mi piace di più tra quelli che ho giocato. Qui si cura molto la fase difensiva e per un difensore come me è il massimo. Negli altri paesi tutto questo non esiste. Inoltre il calcio italiano mi è sempre piaciuto e il mio sogno era di giocare in Italia”.

Ed ora il Lumezzane…

Fin dal primo giorno mi sono trovato molto bene con tutti: dirigenza, staff, mister e compagni. La società è organizzata e seria, per ora sta andando tutto bene e speriamo di toglierci delle soddisfazioni. Caracciolo? E’ una persona umile, che trasmette tranquillità e non ci fa mancare nulla dandoci anche tanti consigli. E’ stato un grande calciatore ed è un grande dirigente”.

La maglia della nazionale croata

Le partite con l’Under 20 della Croazia sono state un momento bellissimo. All’epoca giocavo nel Chievo Verona ed ero stato convocato anche dall’Under 21 per gli Europei. Ho conosciuto tante persone che ancora oggi sono mie amiche“.

Non solo il calcio

Ho fatto la scuola per geometra e ho frequentato due anni l’università. A Baska Voda, il piccolo paese sul mare in Croazia vicino a Spalato, ho alcune attività per i turisti con i miei genitori e mio fratello. Dopo il calcio credo che continuerò con questa attività. Quando mi ritirerò vorrò comunque rimanere anche nel mondo del calcio: ho tanti amici, tante conoscenze e mi piacerebbe fare l’agente. Di sicuro non voglio fare l’allenatore (ride, ndr)“.

Oggi una partita decisiva per la Croazia, come valuti il cammino della tua Nazionale fino ad oggi e quali sono le tue sensazioni?

Sto seguendo la Croazia e guardo tutte le partite del Mondiale. Oggi spero in una vittoria e quindi nel passaggio del turno. Abbiamo una buona squadra che è un mix tra giovani ed esperti. Rispetto al Mondiale del 2018 sono arrivati molti giovani, soprattutto in porta e in difesa. Mi aspettavo una vittoria contro il Marocco, che però si è rivelato essere una squadra forte battendo il Belgio, mentre contro il Canada abbiamo fatto il nostro. Spero che questa squadra possa arrivare fino in fondo, perché per me la finale non è impossibile. Ci sono comunque molte squadre forti”.

Hai giocato per tante squadre in Italia ed oggi sei al Lumezzane, che effetto fa non vedere l’Italia in Qatar?

Mi spiace molto per l’Italia perché non mi aspettavo la sua esclusione dopo la vittoria dell’Europeo. Sono dell’idea che hanno tutte le carte in regola per fare le cose in grande in futuro. Vedere l’Italia giocarsi le prime posizioni nelle grandi competizioni è sempre stata una tradizione. Gli Azzurri devono andare in ogni competizione e vincere“.

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