Collebeato: rinascita del vivaio e prima squadra che punta in alto

Il nostro viaggio in provincia è iniziato da un piccolo comune a nord della città e immerso nel verde: Collebeato.

 

Il paese delle pesche, abitato da quasi 5mila persone, incorniciato dai monti e animato da una polisportiva che si avvicina ad un traguardo importante, messo nel mirino dal presidente del gruppo calcio Alessandro Bianchi: “Nel 2024 festeggeremo il quarantesimo di fondazione. Collebeato è una zona satellite della città, quindi non è semplice riuscire a scrivere una storia così lunga poggiando solamente sulle proprie forze e offrendo ai ragazzi del paese un servizio costante e di qualità. Oggi nel raggio di 6 chilometri ci sono una quindicina di società, quindi coltivare il vivaio, che è il nostro obiettivo primario, è un’impresa, ma siamo qui per vincere questa sfida”.

 

Dopo una stagione tribolata il club rossoblù ha avviato un restyling dei quadri dirigenziali, affidando la direzione sportiva a Luca De Lorenzi e il settore giovanile a Renato Bersini. Al fianco di Bianchi, poi, c’è sempre il fedelissimo Michele Lombardi, vicepresidente. “De Lorenzi è cresciuto calcisticamente qui, risiede a Collebeato ed ha le competenze giuste per questo ruolo. Bersini allenava i Giovanissimi ed è stato promosso in un ruolo chiave. Le prospettive sono buone, perché abbiamo una squadra per categoria, dai Primi Calcio agli Juniores, poi c’è la prima squadra che disputerà il campionato di Terza Categoria con il confermatissimo mister Moretti”.

 

Ciascuna formazione sarà affidata a tre tecnici. “I più piccoli avranno giovani allenatori prossimi alla laurea in Scienze Motorie. Negli altri staff abbiamo cinque tecnici patentati. L’obiettivo è formare il più possibile tutti i mister e qualificarli. I tesserati complessivi sono 150 e gli organici sono pronti, ma siamo ancora alla ricerca di innesti per la categoria Esordienti, dove vogliamo inserire 2009 e 2010 per completare la rosa”.

 

Nel frattempo prosegue l’affiliazione con il Brescia Calcio: “I rapporti sono ottimi e si tratta di una collaborazione virtuosa. Il nostro campo, peraltro, ospiterà le partite di Under 13 e 14 delle rondinelle: una bella soddisfazione”.

 

Tra i pensieri fissi c’è anche la partita con la pandemia: “La questione è delicata soprattutto in ambito giovanile, perché parecchie famiglie hanno già manifestato contrarietà alla prospettiva di un vaccino per i bambini e i ragazzi dai 12 anni in su. Ci atterremo alle indicazioni della Figc, nella speranza che si possa tornare a fare attività serenamente. C’è grande bisogno di sport dopo un anno e mezzo molto complicato”.

 

Luca De Lorenzi non nasconde le ambizioni della prima squadra e annuncia la stretta collaborazione con la Juniores: “Abbiamo confermato lo staff e l’80% della rosa facendo un paio di innesti di esperienza e inserendo dei giovani che riteniamo pronti per essere protagonisti tra i grandi. Puntiamo a lottare per il podio, anche se non ci dispiacerebbe approdare alla promozione diretta conquistando la vetta della classifica. Siamo consapevoli di avere le carte in regola e ci proveremo. Mercato? Siamo in 21 e manca un solo tassello: un centrocampista di esperienza. I ragazzi della Juniores devono sapere che ci sarà spazio per chi farà bene, perché nelle intenzioni della società c’è l’obiettivo di instaurare un filo conduttore tra le due rose. Ci piacerebbe, in futuro, avere più ragazzi possibile di Collebeato in prima squadra”.

 

La palla torna al presidente Bianchi, che lancia due messaggi. Il primo ai club vicini; il secondo all’amministrazione comunale e alle aziende di Collebeato. “Mi piacerebbe che le società vicine collaborassero sempre più nell’interesse esclusivo dei bambini e dei ragazzi. Noi siamo orgogliosi di aver siglato una bella sinergia con l’Urago Mella, che ha una visione molto simile alla nostra, mirata all’educazione attraverso lo sport, al sociale e a una dimensione dilettantistica virtuosa, lontana dall’esaltazione e dalle storture di un calcio che, talvolta, punta a diventare fabbrica di campioncini con risultati deludenti. Oggi bisogna pensare soprattutto a ritrovare la bellezza di stare insieme e fare gruppo, offrire esperienze di crescita e condivisione ai giovani. Conquistare coppe e trofei è bello, ma c’è molto altro”.

 

Poi l’appello a istituzioni e potenziali sponsor: “Il mio sogno sarebbe vedere fiorire questo centro sportivo, che ha un potenziale immenso, ma oggi è una cattedrale nel deserto. Ci troviamo in un contesto straordinario, con spazi da sfruttare e infrastrutture vuote o ancora in modalità ‘cantiere’. Ci sarebbe tutto per coinvolgere gli sportivi e la cittadinanza, ma bisogna crederci”.

 

Viaggio in Provincia.
Prossima tappa >>> Atletico Castegnato. 

 

 

 

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