Melda, Goddini, Locatelli e Rodella: "Le favole più belle nascono da gruppi di amici che stanno bene insieme. La Vighenzi è questo"

“Andrea Laudini, che è un amico fraterno, mi dice sempre che siamo tra le poche persone che continuano a sognare ad occhi aperti e che vedono il bicchiere mezzo pieno. Non è facile, in tempi come questi, trovare contesti carichi di entusiasmo nei quali esprimersi, crescere, generare relazioni vere. Stare bene insieme ad altre persone ti porta a credere che non ci siano limiti a nulla e che ogni desiderio sia realizzabile. In effetti, se ci pensiamo, le favole più belle nascono da gruppi di amici che rendono possibile l’impossibile”.

C’è emozione nella voce di Marcello Melda mentre descrive lo spirito della Vighenzi. Il presidente della società di Padenghe, affiancato dal vicepresidente Oscar Rodella, dal direttore generale Franco Goddini e da Alberto Locatelli, responsabile del settore giovanile, inizia il suo racconto partendo dalla filosofia che anima il club biancoazzurro. “Il calcio per noi poggia su due colonne portanti: passione e voglia di stare insieme. Il mondo Vighenzi è straordinario perché chi ne fa parte lo vive all’insegna della condivisione di esperienze significative. È così per tutti, a cominciare da noi dirigenti. Per molti calciatori venire qui è una sorta di scommessa. La scena è sempre la stessa: entrano in punta di piedi e alla fine non vuole più andare via nessuno. Qui si respira amicizia, c’è un clima speciale”.

Ovviamente l’atmosfera non basta. I risultati parlano chiaro: prima squadra capolista in Promozione e formazioni agonistiche del settore giovanile ai vertici delle rispettive graduatorie. La competitività è conseguenza della competenza. Tutto parte da un sogno, da una visione, poi occorre creare un gruppo di lavoro che possa perseguire certi obiettivi. Nei ruoli chiave abbiamo persone che hanno grandi doti calcistiche, ma soprattutto umane. Il resto lo fa l’organizzazione. Abbiamo impostato tutto in stile aziendale: ognuno ha le sue mansioni e di anno in anno bisogna alzare l’asticella”.

La spinta propulsiva arriva dal basso. “I numeri del settore giovanile sono sorprendenti. Quest’anno abbiamo registrato una crescita esponenziale, con punte considerevoli nell’attività di base. Nell’agonistica facciamo selezione, prima riteniamo che non abbia senso. Talvolta i genitori muovono qualche critica perché con i piccoli non siamo competitivi, ma per noi in quelle categorie conta solamente divertirsi e imparare. Il calcio diventa ben presto fin troppo selettivo. In tenera età conta solo goderselo. Nella fascia agonistica siamo in corsa per parecchi titoli. Ecco perché diciamo ai genitori di stare tranquilli. La qualità, al momento giusto, emerge. C’è un momento per ogni cosa e non dobbiamo dimenticare l’importanza dell’impegno sociale che abbiamo preso in carico, in sinergia con il Comune di Padenghe”.

Sui social campeggia l’hashtag #esserevighenzi, spiegato così dai suoi ideatori: “La formazione degli uomini di domani passa anche dai campi di calcio, avamposti di educazione civica. Essere Vighenzi significa avere a cuore un senso di appartenenza, ma è utile anche a ricordare che abbiamo dei valori comuni da affermare, fondamentali per aiutare i ragazzi a maturare tenendo presente l’importanza dell’educazione. Qui c’è un decalogo comportamentale e i nostri tesserati sanno che non si deve sgarrare, anche perché prima della giustizia sportiva devono fare i conti con la dirigenza. Non tolleriamo situazioni che non siano in linea con il codice etico”.

Dove il budget scarseggia occorrono le idee. Un mantra in casa Vighenzi. “Non abbiamo alternative e siamo abituati a non cercare alibi. Crediamo che le idee contino sempre più del denaro. Se ci basassimo unicamente sulle disponibilità economiche la nostra prima squadra potrebbe stare in Seconda Categoria, al massimo in una Prima per salvarsi. Il trucco? La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Noi cerchiamo di far capire ai giocatori che qui troveranno un contesto professionale, ma nel quale il divertimento è una componente fondamentale. Un ritardo per ragioni lavorative non verrà mai sanzionato. Al primo posto vengono famiglia e professione, poi c’è il calcio. Questo non significa che si sorvoli sull’impegno, anzi, ma occorrono anche empatia ed equilibrio”.

In questi anni i gardesani hanno messo in atto un piano apparentemente semplice: seminare nel vivaio per raccogliere i frutti in prima squadra. È la strada più tortuosa, quella che richiede tempo e pazienza, ma che evidentemente restituisce grandi raccolti. “Un anno fa non eravamo pronti per il salto di categoria, anche se sapevamo che non mancava molto. Oggi siamo maturi per tentare la promozione. Abbiamo definito questa squadra la miglior Vighenzi di sempre, quindi nascondersi è inutile. Vincere? Perché no? Sarà dura, ma proveremo a chiudere il campionato davanti a tutti. Non abbiamo visto squadre più forti di noi, quindi dobbiamo crederci. Se andremo in Eccellenza ci presenteremo al livello superiore senza snaturarci, con la nostra idea di calcio e di gruppo. Lassù ci sono club con altre potenzialità economiche, ma cosa abbiamo da perdere? In caso di retrocessione non sarebbe una tragedia. Punteremo ancora sul mix di serenità, organizzazione e determinazione. La nostra forza sta nel vivere un primato in classifica come un momento di crisi. È capitato: scivolammo dal terzo posto in classifica al dover evitare i play-out all’ultima giornata. La soluzione dopo il quinto ko consecutivo? Cena offerta alla squadra”.

Carota sì, bastone no: Nessuno gioca per perdere e le sfuriate non servono a nulla. Davvero pensiamo che tagliando i rimborsi spese si ottenga qualcosa dai giocatori? I ragazzi quando incappano in una sconfitta sono dispiaciuti come noi. Quest’anno è capitato che ci scrivessero messaggi di scuse dopo una partita persa. Gli abbiamo risposto che la sconfitta fa parte del calcio, che non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche perché nel nostro caso venivamo da un filotto di risultati utili importante. Nella difficoltà occorrono pacche sulle spalle e fiducia, come in una famiglia”.

I principali sforzi economici del club, in controtendenza con la maggioranza delle società dilettantistiche, riguardano il settore giovanile. “Dopo le professionistiche siamo la società che spende di più nel vivaio, ma lo vediamo come un investimento. Abbiamo quattro pullmini con relativi autisti che girano per la provincia. Sono loro il nostro bomber da 20 gol a campionato. Due anni fa i bambini nei piccoli amici erano 12, ora 38. Tutto questo in un paese di 4mila abitanti che non potrebbe mai garantirci 290 tesserati. Sono numeri che vanno ben oltre il potenziale demografico del paese”.

Da Preseglie a Ospitaletto, passando per la città e senza dimenticare la sponda occidentale del lago di Garda e la Bassa orientale. Gli autisti si mettono alla guida ogni pomeriggio alle 15.30 e staccano alle 22.30. Il raggio d’azione della Vighenzi è decisamente ampio. “Qualcuno ci ha attaccati dicendo che rubiamo i giocatori altrui. Dobbiamo ancora conoscere la società che non vuole migliorarsi e rifiuta ragazzi che telefonano per proporsi. Capita spesso di ricevere chiamate di questo tipo e ci riempiono di orgoglio. Lo consideriamo un premio alla nostra progettualità. Per crescere non possiamo restare dentro i confini di Padenghe. Dobbiamo guardare anche fuori. Il regolamento parla chiaro: a giugno i ragazzi si liberano e vanno dove vogliono. Avendo i regionali siamo molto appetibili, la verità è questa”.

Un’altra parola chiave del progetto Vighenzi è sinergia: “Puntiamo molto sulle collaborazioni. Il progetto Garda Soccer Academy è nato in quest’ottica ed è solo all’inizio. Il sogno è davvero ambizioso: abbracciare l’intero Garda. Quella con il Sirmione è vera fratellanza. Prima squadra e Juniores giocano là, in un centro sportivo dove ci sentiamo a casa. Questa sinergia ci ha consentito anche di creare progetti speciali come la squadra femminile e quella dei diversamente abili, fiori all’occhiello per noi. Collaborando si cresce, l’importante è che tutti gli attori coinvolti possano esprimere al meglio il loro talento. Abbiamo imbastito sinergie anche con Valtenesi e Carpenedolo. Dove incontriamo persone che vedono il calcio come noi viene tutto naturale”.

A proposito di Garda i vertici della Vighenzi non escludono che sia possibile, un giorno, costruire un grande club professionistico gardesano frutto di una sinergia tra i club benacensi: “Non è utopia, ma se dovesse decollare un progetto di quel tipo sarebbe necessario individuare il momento giusto e le persone adatte, andando a generare le alchimie ideali. Il futuro delle società sportive, complice la riforma, sono le fusioni. Nel Bresciano ci sono comuni piccoli con tre squadre diverse: così si abbassa il livello e si sprecano energie e sponsor. Non ha senso, è contro ogni logica”.

Sulle affiliazioni idee chiarissime. Porte aperte a tutti e nessuna corsia preferenziale. “Vogliamo tessere relazioni con tutte le società professionistiche senza legarci o concedere priorità a nessuno. Puntiamo a garantire ai nostri talenti le più ampie prospettive possibili. Sulla formazione dei nostri staff peraltro siamo autonomi. Con Garda Soccer Academy coinvolgiamo professionisti del calibro di Stefano Baldini, Silvio Broli, Adriano Cadregari e Alberto Pasini, che è uno di noi, cresciuto qui. Serate bellissime, durante le quali i nostri allenatori e dirigenti possono confrontarsi con i migliori”.

L’evoluzione, nel frattempo, prosegue. “Vogliamo potenziarci anche nell’ambito dello scouting. Inseriremo una nuova figura, che riteniamo strategica. Attualmente abbiamo già una ventina di segnalatori, conosciamo il territorio in chiave giovanile. Quando in sede di mercato ci chiedono un ragazzo della prima squadra noi rispondiamo con tre nomi di profili del settore giovanile da chiedere in cambio. Attualmente abbiamo più di 40 giocatori in prestito dalla Serie D alla Seconda* e alcuni nelle juniores. In tanti parlano dei giovani ma nei fatti in pochi ci credono davvero. Per noi farli progredire è un imperativo. Non siamo gelosi e non vogliamo trattenerli a tutti i costi, anzi. La nostra vittoria è ricevere richieste”.

La tappa di questo viaggio in provincia si chiude al Football Pub di Padenghe. “Le decisioni più importanti le prendiamo qui, davanti a una birra, nella nostra tana, dove è lecito sognare. Sguardo al futuro? L’Eccellenza sarebbe come la Serie A, ma la priorità vera oggi riguarda il potenziamento delle strutture sportive, che non sono adatte a supportare il nostro progetto”. Ecco il prossimo bomber da 20 gol.

Bruno Forza

* Prodotti del vivaio in prestito dalla D alla Seconda
2000 – Marini, Diodato, Ghisleri, Krstin, Bonazzi, Dossena, Brunelli, Nguetta (Jun).
2001 – Canziani, Formenti, Vezzola, Viola.
2002 – Benuzzi, Federici, Mari, Cigala, Hassan, Saramondi.
2003 – Abdelsamad, Bellini, Codarin, Scognamillo, Zoffi, Caracas (Jun).
2004 – Agui, Belloni, Mora, Ghinelli, Scalvini, Coccoli, Mule, Perosini, Mignone, Ferremi, Manzoni, Giovannozzi (Jun).
2005 – Tirelli, Borra, Danzi, Bara, Contrasto, Infantino, Reda (Jun), Minessi (Jun).

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